ALZHEIMER, LA PESTE NERA DEL VENTUNESIMO SECOLO? NOTIZIA FLASH

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Alzheimer“A chi la tocca la tocca”, dice Tonio parlando della peste nera nel romanzo “I Promessi Sposi”.

Sono passati oltre 400 anni dagli avvenimenti raccontati nel libro e il Morbo di Alzheimer è oggi visto come la peste del 1600: “a chi la tocca la tocca”! Senza speranza e senza riparo!

In realtà sappiamo moltissimo sull’Alzheimer e, se non siamo in grado ancora di curarlo, sappiamo come prevenirlo e probabilmente anche come diagnosticarlo in fase precoce.

Innanzitutto che cosa è l’Alzheimer?cosa è l’Alzheimer

È una forma di demenza degenerativa  progressiva invalidante, che di solito si presenta oltre i 65 anni di età. Oggi in Italia sono affetti da Alzheimer circa 800 mila persone. È stato stimato (Brookmeyer 2006) che entro i prossimi 40 anni nel mondo 1 persona su 85 ne sarà affetta.

La malattia è caratterizzata dalla presenza nel cervello di accumuli extracellulari di una sostanza detta proteina beta-amiloide. Tali accumuli, che si organizzano in placche, sono specifici della malattia e, depositandosi nel tessuto cerebrale provocano un’alterazione della vascolarizzazione e la morte delle cellule. Ma la ricerca ha evidenziato un fatto sorprendente. Si è potuto dimostrare che queste placche, anche se piccolissime, si possono già rintracciare nel cervello di soggetti di 20 anni perfettamente normali dal punto di vista cognitivo.

L’importante ruolo della prevenzione

Ricercatori del King’s College di Londra hanno dichiarato che, con una idonea prevenzione, l’incidenza della malattia nel mondo potrebbe diminuire di circa il 9% entro il 2050. Sono stati presi in considerazione  sette fattori di rischio per la malattia: fumo, obesità, diabete, ipertensione, depressione, mancanza di sport, basso livello educazionale. E’ stato calcolato che tutti questi fattori insieme sono responsabili di circa il 50%  dei casi di Alzheimer nel mondo.come prevenire l’Alzheimer

Il Prof. Tagliavini, dell’Istituto Besta di Milano, ha dichiarato che dall’Alzheimer ci si può difendere come dal cancro, cioè iniziando a correggere i fattori di rischio suesposti mentre la malattia non è ancora evidente.

E’ importante sapere che l’ipertensione o il diabete non trattati provocano un danno vascolare cerebrale, così come la sedentarietà, il fumo e una dieta squilibrata. In particolare, per quanto riguarda la dieta, l’assunzione di  acidi grassi insaturi (i famosi omega 3) almeno una volta a settimana e il consumo di molta frutta e verdura sembra preservare i centri della memoria e delle funzioni cognitive. Stesso discorso per alcune vitamine, soprattutto la D, che introdotta attraverso latte, latticini, uova e pesce in forma inattiva, deve poi essere attivata con l’esposizione della pelle alla luce solare.

Ultimo e non meno importante fattore di prevenzione è l’attività fisica, la quale potenzialmente aumenta il numero di vasi cerebrali nelle aree deputate alla motricità, ma deputate anche alla memoria, all’emotività e al linguaggio. Lo sport che sembra avere un maggiore effetto preventivo è il tennis. Sembra infatti che in questo sport le funzioni cerebrali siano spinte al massimo (decisioni veloci, scelte tattiche, interpretazione dei messaggi che partono dall’avversario, valutazione della propria situazione fisica al momento, ecc.), tenendo attive e aumentando le connessioni neuronali .

Diagnosi precoce.

diagnosi AlzheimerOggi sappiamo che nel circa il 50% dei malati l’Alzheimer viene diagnosticato troppo tardi, cioè quando ormai troppe aree del cervello sono devastate dalla malattia.

Attualmente sono in fase sperimentale due test volti ad individuare precocemente le placche di amiloide nel tessuto cerebrale. Esistono infatti due zone nel cervello umano che possono essere considerate come delle “estroflessioni” di tessuto cerebrale esposto all’esterno: la mucosa olfattiva e la retina. All’ultimo Congresso Mondiale sull’Alzheimer sono stati presentati risultati molto lusinghieri circa la diagnostica precoce sulla retina. Si è visto che la quantità delle placche di amiloide che si formano nella retina, corrisponde più o meno alla percentuale di placche che si formano nel cervello.

Insomma, tutti risultati non conclusivi, ma……….grandi passi avanti!

L’USO ECCESSIVO DEL CELLULARE AUMENTA IL RISCHIO DI CANCRO DEL CERVELLO. NOTIZIA FLASH

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Conseguenze uso cellulareRecenti studi hanno evidenziato  che l'uso a lungo termine di telefoni cellulari e di telefoni cordless è associato a un aumentato rischio di tumore cerebrale maligno. Al contrario, l'uso prolungato del cellulare non sembra provocare un incremento dei tumori cerebrali benigni.Danni del cellulare sul cervello

L'enorme aumento di comunicazioni wireless, dovuta all'uso di dispositivi di comunicazione personale (quali telefoni cellulari, cordless e Bluetooth), provoca una maggiore esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza. Questi campi elettromagnetici generati dai cellulari investono principalmente  il cervello, che è  l'organo piu vicino e più esposto, in particolare  dal lato in cui viene appoggiato il telefono.

Il rischio di tumore cerebrale, in primo luogo il glioma del lobo temporale. risulta triplicato nei soggetti che usano un telefono wireless per più di 25 anni, ed è anche maggiore nelle persone che hanno iniziato ad usare il cellulare prima dei venti anni, a causa della maggiore sottigliezza delle ossa del cranio e del minore volume del cervello degli adolescenti.celulare e tumore al cervello

Il Prof Hardell del dipartimento di oncologia dell'Universita di Orebro, Svezia, in accordo con l’AIRC, afferma che i medici dovrebbero dare un chiaro segnale di allarme riguardo la presenza di questo rischio, e discutere con i pazienti le misure precauzionali da prendere. Queste precauzioni includono: privilegiare l'uso dell'altoparlante viva-voce del  cellulare (piuttosto che il telefono appoggiato sulla zona temporale e auricolare),  e abituarsi a usare in misura maggiore i messaggi di testo invece delle chiamate telefoniche.

 Pathophysiology October 28, 2014

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PRIMA DI UN BAMBINO…….

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come rimanere incinta

Hai deciso che vuoi avere un bambino e che comincerai ad avere rapporti sessuali liberi…. Stai iniziando un’avventura meravigliosa!

Cosa fare? C’è bisogno di una preparazione? Quando avere i rapporti utili per il concepimento? Quanto ci vorrà a rimanere incinta?

La decisione di avere un figlio, scelto consapevolmente e al momento giusto,  parte con un controllo preconcezionale che ha lo scopo di verificare il tuo stato di salute,  perchè tu sei “l’incubatrice”, tu sei la portatrice della gravidanza: il bambino che crescerà in te può essere danneggiato da tuoi eventuali problemi di salute.

La prima cosa da fare è un carico  di acido folico iniziando 3 mesi prima del concepimento. acido folico e gravidanza

Una delle più importanti scoperte degli ultimi decenni riguarda la prevenzione dei difetti di chiusura del tubo neurale (sistema nervoso del feto)  mediante l’assunzione di acido folico. In questa patologia il canale della colonna vertebrale, invece di essere chiuso, è aperto verso l’esterno (spina bifida), provocando la fuoriuscita più o meno importante del midollo spinale e dei suoi rivestimenti (meningi). Questa grave malattia può essere fortemente  invalidante per il bambino, provocando alterazioni motorie degli arti  sino alla paralisi completa. Con soli 400 microgrammi di acido folico al giorno per tre mesi noi possiamo fare una importantissima prevenzione di questa malattia.

Grande importanza riveste lo studio di alcune malattie virali o da protozoi. Devi effettuare un test detto TORCH (acronimo di toxoplasmosi, rosolia, citomegalovirus e herpes virus) per accertare se esista o meno una immunità acquisita verso queste patologie (ovvero se le hai già avute e non rischi di riprenderle in gravidanza) che possono provocare gravi malformazioni fetali sino all’aborto.

Importanti sono il test per HIV, per alcune malattie sessualmente trasmesse e per l'epatite B e C. E' consigliabile controllare i valori ormonali della tiroide in quanto le alterazioni della funzionalità tiroidea possono dare aumento dell’abortività e infertilità.

Lo studio della situazione ormonale o genetica  non è necessario in una gravidanza non a rischio, come non è necessario effettuare controlli del partner, se asintomatico.

I rapporti sessuali che devi avere al fine del concepimento sono quelli che hai nel periodo dell’ovulazione, che in una donna che presenta cicli regolari è intorno al 14° giorno dall’inizio della mestruazione. Non è consigliabile avere rapporti sessuali tutti i giorni in quanto il liquido seminale dell'uomo si impoverisce e si altera qualitativamente.

Idealmente, per la fecondazione, si dovrebbero avere un primo rapporto verso il 12° giorno e un secondo rapporto verso il 14° giorno del ciclo. In questo modo gli spermatozoi, che hanno una capacità fecondante che va da 2 a 3/4 giorni, possono raggiungere l’ovocita sia se si ha un’ovulazione precoce che un’ovulazione tardiva. In generale però, se avete rapporti regolari un paio di volte alla settimana, è sufficiente a avere una buona chance di fertilità mensile.

clearblue4Se il tuo ciclo mestruale non è regolare può essere più difficile identificare il momento dell’ovulazione. In questo caso è appropriato utilizzare degli appositi sticks o apparecchi elettronici che evidenziano l’innalzamento degli ormoni dell’ovulazione nelle urine, ed avere rapporti mirati al momento giusto. Ti consiglio però di non assumenre l’atteggiamento mentale del rapporto a comando, “dobbiamo farlo perché sto ovulando”, poichè questo tende ad alterare il buon equilibrio sessuale della coppia.

Il tempo medio necessario  per rimanere incinta è intorno a 6/ 8 mesi, con rapporti liberi e regolari.problemi di infertilità

Quanto puoi ragionevolmente aspettare se, nonostante i tentativi di avere una gravidanza, non succede nulla?

DIPENDE DALLA TUA ETA'

Al di sotto dei 35 anni possiamo aspettare tranquillamente un anno prima di cominciare a fare accertamenti sulla fertilità. Al di sopra dei 35 anni è bene consultare il ginecologo dopo 6 mesi di insuccessi con rapporti sessuali regolari.

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MENOPAUSA….STORIA DI UN OVAIO “ESAURITO”

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ovulazione

Ogni donna ha nelle sue ovaie un numero limitato di ovociti (uova).

follicoliNel corso della vita fertile ogni mese centinaia di ovociti, sotto la stimolazione dell’ormone iposifario follicolo-stimolante, iniziano il loro percorso di sviluppo verso l’ovulazione, ma solo uno riuscirà ad arrivare a maturazione completa per essere fecondato. I restanti andranno incontro ad un meccanismo di blocco, involuzione e atresia.

Si compie così mensilmente uno sterminio, una “distruzione di massa” che provoca il progressivo impoverimento della riserva ovarica di ovociti.

Nonostante la donna abbia un patrimonio iniziale di circa 1 - 2 milioni di ovociti, dopo i 45 anni il numero diventa esiguo. L’ovulazione diventa irregolare e saltuaria e la diminuzione dei cicli ovulatori provoca il calo degli ormoni ovarici, estrogeni e progesterone. ovaie in menopausa

Infine arriva la menopausa, eco follicoli perchè le ovaie non hanno più uova.

La menopausa è…... l’esaurimento delle ovaie!

Generalmente è un processo graduale, preceduto da un periodo di transizione detto premenopausa che può durare anche anni. Questa fase è caratterizzata dalla alterazione dei cicli mestruali, che possono diventare più ravvicinati o più distanziati, più lunghi ed abbondanti o più brevi. Fino a che il ciclo si arresta completamente. La scomparsa del ciclo può essere improvvisa e definitiva, ma più spesso è preceduta da un progressivo diradamento delle mestruazioni sino alla loro scomparsa completa. Nelle donne fumatrici il processo di invecchiamento ovarico è accelerato.

Menopausa significa arresto delle mestruazioni: la parola deriva dal greco men (mese) e pausis (fine). Si definisce menopausa l’assenza del ciclo per un periodo di 12 mesi. L’età media è 51 anni, ma nella maggior parte dei casi si manifesta dai 45 ai 55 anni. Si definisce invece menopausa precoce la scomparsa dei cicli prima dei 40 anni, ed è una situazione presente nel 1 % dei casi.

Non esiste un test affidabile per prevedere quando arriverà la menopausa, e il suo inizio non è correlato all’età in cui inizia il primo ciclo mestruale. Piuttosto, una certa familiarità esiste con l’età di comparsa della menopausa nella madre.

ovariectomia bilateraleUn caso a parte è l’ovariectomia bilaterale. L’asportazione chirurgica delle ovaie provoca l’azzeramento immediato degli ormoni ovarici e degli ovociti e di conseguenza l’immediata comparsa della menopausa. L’asportazione del solo utero invece, non alterando la produzione degli ormoni femminili, non provocherà la menopausa con i suoi relativi sintomi, ma semplicemente l’assenza del flusso mestruale derivante dallo sfaldamento dell’endometrio (mucosa interna che ricopre la cavità uterina). Le ovaie continueranno a lavorare regolarmente; il corpo nel suo insieme: pelle, mammelle, capelli, peluria, ossa, mucosa vaginale ecc., continuerà a beneficiare dell’effetto positivo degli estrogeni e del progesterone prodotti.

La diagnosi di menopausa è molto semplice e si effettua mediante il dosaggio plasmatico dell’ormone Follicolostimolante (FSH). L’FSH, prodotto dall’ipofisi, in menopausa aumenta notevolmente, nel tentativo di stimolare le ovaie che non rispondono più.

Sintomo tipico della menopausa è la comparsa di vampate di calore e forti sudorazioni notturne, che possono durare da pochi secondi ad alcuni minuti.  La donna può essere costretta a cambiare i propri indumenti notturni bagnati di sudore, il sonno è molto disturbato ed è presente forte stanchezza durante il giorno. A volte questi sintomi si presentano prima della scomparsa definitiva del ciclo. Non c’è modo di prevedere quando le vampate eSintomi menopausa le sudorazioni finiranno, sebbene tendano a migliorare col passare del tempo. Nel 80% dei casi dureranno meno di 5 anni; nel 10% dureranno più di 10 anni.  

Tutti i tessuti estrogeno-dipendenti (e sono tanti nella donna: pelle, mucose, ossa, organi genitali, vescica e uretra, ecc.) risentono del calo ormonale e vanno in parziale atrofia. Questo indebolimento può indurre anche un'esagerata suscettibilità alle infezioni (la famosa cistite ricorrente in menopausa!) e la sindrome urgenza/frequenza, ovvero il bisogno improvviso e irrefrenabile di urinare accompagnato dall’aumentata frequenza delle minzioni.

Tipica è la comparsa di secchezza vaginale, a volte accompagnata da prurito, bruciore e difficoltà ad avere rapporti, che evocano dolore. L’atrofia vaginale infatti provoca un assottigliamento dei tessuti, una diminuzione dell’elasticità e dell’umidità naturale della vagina.

Il calo degli estrogenosteoporosi e gravidanzai influenza anche il metabolismo osseo provocando la perdita del calcio con la comparsa di Osteoporosi. l'osteoporosi provoca una ingravescente fragilità dell'osso, come se questo fosse diventato una struttura “di vetro”, che può fratturasi anche a causa di traumi poco importanti.  Il processo che provoca osteoporosi può progredire per anni in modo silenzioso poiché non provoca sintomi, sino alla comparsa improvvisa di una frattura. L’esame di scelta per la diagnosi di osteoporosi è la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC DEXA Dual-energy X-ray absorptiometry) che misura la densità minerale ossea a livello di quelle zone  dove più frequentemente compare la frattura in menopausa: la colonna vertebrale e il femore.libido e menopausa

Altri sintomi della menopasua possono essere: calo della libido, aumento di peso, insonnia, depressione ecc.

La terapia ormonale sostitutiva (TOS o HRT) in menopausa si basa sulla assunzione di quegli ormoni (estrogeni e/o progesterone) che il nostro corpo non produce più.

E' una terapia che da molti benefici (soprattutto sulle vampate, la secchezza vaginale, l’osteoporosi e l’umore), ma anche qualche rischio in più (aumento relativo di incidenza di cancro della mammella e aumento del rischio di trombosi vascolari profonde, ictus e infarti). La comunità scientifica consiglia di utilizzarla in caso di effettiva necessità (rappresentata fondamentalmente dalle vampate e sudorazioni notturne). Per gli altri sintomi è possibile utilizzare singoli farmaci per ogni singolo disturbo o patologia. terapia secchezza vaginale

Diverso è il caso delle terapia vaginale locale, che è particolarmente consigliata per la secchezza vaginale. E' una terapia totalmente innocua e si basa sulla applicazione in vagina di ovuli o creme a base di estrogeni associati a gel lubrificanti, che non hanno un significativo assorbimento sistemico e quindi non comportano nessun rischio per la salute della donna.

L'attività fisica regolare e la corretta alimentazione hanno un effetto protettivo verso i disturbi cardiovascolari (che aumentano nella donna in menopausa), le alterazioni dell'umore e  l'osteoporosi. 

In presenza di sintomi fastidiosi legati alla menopausa è assolutamente indispensabile consultare il proprio ginecologo e non attuare terapie “fai da te”.

La comparsa della menopausa non esime dall’eseguire i routinari controlli ginecologici quali il pap test, l’ecografia endovaginale, l’ecografia mammaria e la mammografia.

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L’INFEZIONE GENITALE DA HPV PUO’ PROVOCARE UN MAGGIOR RISCHIO DI CANCRO ORALE?

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tumori orofaringei

Negli ultimi anni si è manifestato nei giovani un aumento dell'incidenza di tumori orofaringei (parte posteriore  della gola, base della lingua e tonsille).

E’ stato dimostrato che queste neoplasie non sono correlate con il consumo di alcool e di tabacco come quelle che si sviluppano nelle persone più anziane, ma sono legate alla presenza del Papilloma Virus Umano (HPV), lo stesso agente responsabile del cancro della cervice. Nell’ultimo decennio il cancro dell’orofaringe causato da infezione da HPV  ha avuto un incremento di  circa 4 – 5 volte. Nella maggior parte dei casi il tipo virale è il 16, il più aggressivo. L’infezione da HPV non sembra essere invece un importante fattore di rischio per il cancro della parte anteriore della lingua e della restante cavità orale.

Alcuni studi  evidenziano che la presenza di HPV nel cavo orale è piuttosto comune: il 3-5% degli adolescenti e il 5-10 % degli adulti hanno una infezione orale da HPV; la frequenza è maggiore nell’uomo che nella donna.

Questa infezione sembra legata ad alcuni comportamenti sessuali, in particolare all’aumento dei rapporti orali e del numero dei partner sessuali. Nella maggior parte dei casi i pazienti non avvertono i sintomi della presenza del virus.

Nonostante la grande diffusione del virus nel cavo orale, in realtà solo una percentuale veramente esigua di soggetti svilupperà un cancro. Circa 1.4 donne per 100.000 (0.0014%) e 6.4 uomini per 100.000 (0.0064%) sviluppano un cancro dell’orofaringe .

MICHAEL DOUGLAS tumoreAttualmente la Food and Drug Administration (FDA) non ha ancora approvato formalmente un test diagnostico per la presenza di infezione da HPV del cavo orale (anche se esistono tamponi per HPV da effettuare nel cavo orale). Una misura profilattica per l’infezione può essere rappresentata dall’uso del condom nei rapporti orali. La vaccinazione anti HPV potrebbe essere uno strumento importante nella lotta contro questo tipo di cancro.

MICHAEL DOUGLAS HA MENTITO SULLA NATURA DEL SUO CANCRO ORALE!  NON ERA LEGATO ALL'INFEZIONE DA HPV. ERA UN CANCRO DELLA LINGUA!

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CONOSCERE IL CANCRO DELLA MAMMELLA….PER COMBATTERLO SUBITO!

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carcinoma mammarioLO SAPEVI CHE IL CANCRO DELLA MAMMELLA NASCE DA UN’ALTERAZIONE GENETICA?

Il cancro della mammella si sviluppa per l’alterazione dei geni che sono responsabili della regolazione della crescita cellulare.  Normalmente le cellule del nostro corpo si rinnovano attraverso un processo ordinato di crescita cellulare: nuove cellule sane prendono il posto dcromosomi e tumori al senoi vecchie
cellule che muoiono. Ma nel corso del tempo, la comparsa di alterazioni genetiche all’interno di alcune cellule, possono portare ad "attivare" alcuni geni e a "spegnerne" altri in modo anomalo. Queste cellule modificate acquistano la capacità di

replicarsi senza controllo e in modo disordinato, dando luogo a cellule figlie irregolari, simili fra loro, che vanno a formare il tumore. Il cancro della mammella pertanto è sempre causato da una anomalia genetica. Tuttavia, solo il 5-10% dei tumori sono dovuti ad una anomalia genetica ereditata, mentre il 90-95% dei tumori mammari sono dovuti ad anomalie genetiche casuali, risultanti dal processo di invecchiamento cellulare.

incidenza del cancro della mammella nella donnaCHE POSSIBILITÀ HO DI AMMALARMI DI  CANCRO DELLA MAMMELLA?

L’incidenza del cancro della mammella nella donna è intorno al 12%: una donna su otto svilupperà un cancro della mammella nella propria vita. Il cancro della mammella è la prima neoplasia diagnosticata nelle donne (se escludiamo i carcinomi cutanei): un tumore maligno su tre è un tumore mammario (29%). Il carcinoma mammario è inoltre la seconda causa di morte per cancro nelle donne (circa il 3%), superato solo dal cancro ai polmoni.  Dal 1989 i tassi di mortalità per cancro mammario sono in calo. Queste diminuzioni sono il risultato della diagnosi precoce, del miglioramento terapeutico e della maggiore consapevolezza della malattia da parte delle donne...

QUALI  FATTORI AUMENTANO IL RISCHIO DI CANCRO MAMMARIO? ... E QUALI LO RIDUCONO??

Anche se il rischio generale della popolazione femminile è intorno al 12%,  il rischio individuale di ogni singola donna
può essere superiore o inferiore. Rischio il gene di Angelina Jolieindividuale infatti è influenzato da diversi fattori quali:storia familiare e cancro al seno

  • Sesso. L’appartenenza al genere sessuale femminile è il primo fattore di rischio per cancro della mammella.
  • Età. L’invecchiamento è il secondo fattore di rischio.
  • Storia familiare di cancro della mammella.  La presenza di un consanguineo di primo grado (madre, figlia, sorella), o di più parenti affetti da tumore della mammella o delle ovaie (soprattutto prima di aver compiuto 50 anni).
  • Storia personale di cancro della mammella.  Se si è già avuto una diagnosi di un cancro della mammella aumenta il rischio di sviluppare un nuovo tumore.
  • Radioterapia al torace. La radioterapia, effettuata come terapia per un altro tumore, aumenta significativamente il rischio di cancro mammario. L’aumento del rischio sembra essere maggiore se il trattamento radioterapico è stato effettuato mentre le mammelle erano in via di sviluppo (durante l'adolescenza).
  • Storia mestruale Le donne che hanno iniziato le mestruazioni ad un’ età inferiore ai 12 anni hanno un rischio maggiore nel corso della vita. Lo stesso vale per le donne che vanno in menopausa a più di 55 anni.
  • Estrogeni Poiché gli estrogeni stimolano la crescita delle cellule mammarie, l'esposizione a questi ormoni per lunghi periodi di tempo,  come in caso di terapia sostitutiva ormonale in menopausa, senza interruzioni, può aumentare il rischio di cancro.
  • peso forma e cancro al senoPeso L’aumento del grasso provoca alti livelli di estrogeni, che incrementano il  rischio di cancro soprattutto nelle donne in post-menopausa.
  • Dieta. E’consigliabile limitare le fonti di carne rossa e di altri grassi animali (incluso i latticini), perché possono contenere ormoni, antibiotici e pesticidi.
  • Densità della ghiandola mammaria (seno denso) la presenza di un seno denso (con più componente ghiandolare) comporta un aumento di 4 volte del rischio di cancro della mammella e rende più difficile la lettura della mammografia.
  • Alcool. Numerosi studi hanno dimostrato che aumentando il consumo di alcool aumenta il rischio di cancro al seno.  Ciò può essere causato dal fatto che l'alcool inibisce l’inattivazione degli estrogeni a livello epatico, provocando l’aumento degli estrogeni circolanti.
  • Fumo. Il fumo è associato ad un piccolo aumento di rischio di cancro mammario.
  • Recente uso di contraccettivi orali. L’uso di contraccettivi orali (pillola anticoncezionale) sembra aumentare leggermente il rischio di cancro della mammella. Le donne che hanno smesso di usare contraccettivi orali da più di 10 anni non sembrano avere alcun aumento del rischio.
  • Gravidanza e allattamento. La gravidanza e l’allattamento, riducendo il numero complessivo di cicli mestruali nel corso della vita, sembrano ridurre il rischio di cancro al seno.
  • Attivita’ fisica Molti studi hanno documentato l’influenza benefica dell’attività fisica sullo sviluppo di tumori. L'American Cancer Society raccomanda di eseguire come prevenzione del cancro della mammella 45-60 minuti di esercizio fisico 5 o più giorni alla settimana.
  • Vitamina D La ricerca sembra suggerire che donne con bassi livelli di vitamina D abbiano un rischio maggiore di cancro al seno. La vitamina D può svolgere un ruolo importante nella regolazione della crescita delle cellule mammarie.

FATTORI GENETICI EREDITARI: IL CASO DI ANGELINA JOLIEAngelina Jolie e cancro al seno

La maggior parte di carcinomi mammari compaiono come forme sporadiche  (in assenza di una storia familiare), per cui le mutazioni genetiche responsabili del cancro vengono acquisite casualmente durante il corso della vita e non vengono trasmesse ai figli.  il 5%-10%  dei casi di carcinoma mammario però risulta legato a fattori ereditari, in particolare alla mutazione di due geni: BRCA-1 e BRCA-2. Nelle donne portatrici di mutazioni del gene BRCA-1 (come nel caso della famosa attrice) il rischio di ammalarsi nel corso della vita di carcinoma mammario è pari al 65% e nelle donne con mutazioni del gene BRCA-2 pari al 40%. Inoltre il rischio di ammalarsi di cancro dell’ovaio è intorno al 50%. Questo è il motivo che ha indotto Angelina Jolie a sottoporsi a mastectomia bilaterale e ovariectomia. Il test diagnostico per la presenza della mutazione BRCA-1 e BRCA-2 si effettua con un semplice prelievo di sangue ed è indispensabile eseguirlo quando compaiono nella stessa famiglia molti casi di cancro della mammella o dell’ovaio .

come prevenire il tumore al seno

COME CONTROLLARE IL SENO:     L’AUTO-PALPAZIONE IN 5 PASSI.

Mettersi di fronte a uno specchio, con le spalle dritte e le braccia lungo i fianchi.

Passo 1: Notare se:

  • I seni sono della loro dimensione, forma e colore abituali,
  • I seni sono uniformemente regolari,
  • se un capezzolo ha cambiato posizione o è introflesso,
  • se sono visibili distorsioni, gonfiori, arrossamenti, eruzioni cutanee,
  • se c’è dolore.

Passo 2: Alzare le braccia e cercare le stesse modificazioni delle mammelle.

Passo 3: Cercare eventuali tracce di liquido proveniente da uno o entrambi i capezzoli (liquido acquoso, lattiginoso, giallastro o ematico). Eseguire eventualmente una leggera spremitura del capezzolo.

Passo 4: Stendersi supine e palpare la mammella sn usando la mano destra e poi la mammella dx usando la mano sinistra. La manovra deve essere fatta delicatamente, usando i polpastrelli della mano a piatto, con movimento circolare. Esplorare l’intera mammella, dalla clavicola alla parte superiore dell’addome, dal cavo ascellare fino allo sterno

Passo 5: Ripetere la palpazione delle mammelle mentre si è in piedi, possibilmente nella doccia con il corpo insaponato, perché il sapone rende la pelle scivolosa e la manovra si effettua più facilmente.

CHE SINTOMI SOSPETTI POSSO RISCONTRARE?


Inizialmente il cancro della mammella può non causare alcun sintomo ed essere troppo piccolo per essere palpato.
In molti casi, tuttavia, il primo segno di cancro è riscontrato dalla donna stessa, che avverte la comparsa di una nuova tumefazione che non aveva mai notato in precedenza. Il nodulo più spesso è indolore, duro e con bordi irregolari.

L'American Cancer Society riporta un elenco di cambiamenti insoliti della mammella che debbono essere guardati con sospetto:Sintomi tumori al seno

  • gonfiore di tutto o parte del seno
  • irritazione della pelle
  • dolore al seno
  • dolore o introflessione del capezzolo
  • arrossamento, desquamazione, o ispessimento della pelle capezzolo o del seno
  • secrezione dal capezzolo diverso dal latte materno
  • nodulo nella zona ascellare

Questi cambiamenti possono anche essere segni di condizioni meno gravi, non cancerose, come un'infezione o una cisti. E importante pertanto che, ove notate, queste modificazioni inducano a sentire il parere di un medico.

SCREENING DEL CANCRO DELLA MAMMELLA

LA MAMMOGRAFIA: VANTAGGI, RISCHI, COSE IMPORTANTI DA SAPERE, MITI DA SFATARE

mammografia e prevenzione

Lo screening è una attività diagnostica organizzata e periodica, rivolta a donne asintomatiche, al fine di diagnosticare il carcinoma mammario in stadio precoce, con l’obiettivo di ridurre la mortalità da carcinoma mammario. La Rx-mammografia, utilizzata come test di screening, ha dimostrato di ridurre il rischio di mortalità da carcinoma mammario

  • La mammografia non previene il cancro della mammella, ma serve a diagnosticarlo più precocemente possibile.
  • La  mammografia può salvare la vita. Riduce il rischio di morire di cancro della mammella del 35% nelle donne di età superiore ai 50 anni. In donne di età compresa tra 40 e 50 anni la riduzione del rischio sembra essere minore.
  • Tutte le donne dovrebbero iniziare lo screening mammografico a partire dai 40 anni di età (come affermato dalle Linee Guida delle maggiori società scientifiche internazionali: l'American Medical Association, l'American College of Obstetrics and Gynecology, l'American College of Radiology, l'American Cancer Society, il National Cancer Institute ecc.)
  • Nelle donne di età superiore ai 40 anni, i benefici di una mammografia di screening annuale sono maggiori dei rischi derivanti dall'esposizione alle radiazioni ionizzanti. 
  • Effettuiamo la mammografia di "migliore qualità possibile". Se avete un seno denso o siete al di sotto dei 50 anni, è bene eseguire una mammografia con tecnica digitale o una mammografia con tomosintesi.

La risonanza magnetica (RMN) non è raccomandata come indagine di screening del cancro della mammella. La RMN mammaria presenta una sensibilità maggiore rispetto alla mammografia ma una minore specificità, e ciò comporta un più alto tasso di falsi posRisonanza magnetica e tumore al senoitivi (assenza del cancro nonostante il test sia positivo). La risonanza magnetica come metodica di screening, in aggiunta alla mammografia e all’esame clinico, trova indicazione:

  • nelle donne ad alto rischio (per importante storia familiare di carcinoma mammario o perché portatrici di mutazione di BRCA1 e/o BRCA2)
  • nelle donne a rischio moderato (storia personale di carcinoma in situ, iperplasia atipica)
  • Mammelle particolarmente dense.
  • Quando andiamo a fare una mammografia portiamo con noi le lastre o i dischetti precedenti per poter effettuare una comparazione fra gli esami.
  • Quando fare la mammografiaEvitiamo di pianificare la mammografia in fase premestruale perche le mammelle possono essere edematose.
  • L’auto palpazione, l'esame clinico del seno, l’ecografia, la risonanza magnetica possono e devono essere usati come strumenti complementari, ma la mammografia rimane l’esame più importante.
  • Il problema principale della mammografia è che non è un test “perfetto”. Circa il 20-25% di tumori della mammella non è visibile con la mammografia (falsi negativi: presenza del cancro nonostante il test sia normale). Per cui spesso è necessario integrare l’esame con l’ecografia e con la visita senologica; I falsi negativi si verificano più spesso nelle donne giovani perché hanno un seno più denso.
  • Nonostante l’esecuzione di più test diagnostici, il 10% circa dei tumori della mammella non viene comunque riconosciuto in fase precoce, e viene evidenziato solo nei controlli successivi.
  • E’ importante rispettare la “periodicità dei controlli ” per recuperare in tempo utile quei tumori che, pur presenti, non sono stati diagnosticati ai controlli precedenti.

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LA CHLAMYDIA TRACHOMATIS: IL NEMICO INVISIBILE DELLA FERTILITA’ FEMMINILE

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Nel 70 % dei casi l’infezione è completamente asintomatica: se non viene riconosciuta e curata può portare la donna a sterilità.

cos'è la clamidya

CHE COSA È LA CHLAMYDIA?

E’ un microrganismo che si diffonde attraverso il contatto sessuale. La Chlamydia si localizza a livello del collo uterino nel canale cervicale, può infettare l’uretra e coinvolgere l’endometrio, le tube, le ovaie e il peritoneo. Può infettare la gola se trasmessa attraverso un rapporto orale. In rari casi può essere trasmessa dalla madre al neonato attraverso il parto vaginale (trasmissione verticale), infettando principalmente le mucose oculari e del naso-faringe.

CHE POSSIBILITA HO DI CONTRARRE LA CHLAMYDIA?

La Chlamydia è una delle più frequenti malattie sessualmente trasmesse (STD); secondo l’OMS compaiono più di 50 milioni di nuovi casi l’anno in tutto il mondo.

Nella maggior parte dei casi l’infezione interessa le donne, soprattutto le adolescenti e le giovani sessualmente attive. I Centers for Disease and Prevention americani e il National Health Service inglese stimano un’incidenza del  10% di infezione di Chlamydia trsintomi della clamydia nelle donnea le donne sessualmente attive al di sotto dei 25 anni. Nonostante ciò, in Italia non sono disponibili dati sulla diffusione nazionale di questa infezione perché non è sottoposta a notifica obbligatoria.

IMPARIAMO QUALI SONO I SINTOMI DELLA CHLAMYDIA

Poiché circa il 70% delle donne e il 50% degli uomini infetti sono asintomatici la maggior parte delle persone che ha contratto l’infezione non ne è consapevole e non ricorre a terapia. Il sospetto diagnostico di infezione è posto più facilmente nel maschio che nella femmina. Le eventuali manifestazioni cliniche compaiono dopo una-tre settimane dalla contrazione dell’infezione

Sintomi nelle donne:

  • cervicite (infiammazione del collo dell'utero) con perdite vaginali anomale e sensazione di irritazione.
  • cistite, bruciori urinari con perdite muco-purulente dall’uretrasintomi della clamydia negli uomini
  • dolori addominali

Sintomi negli uomini

  • uretrite con secrezione, irritazione e prurito (la Chlamydia è stata isolata nel 40-60% degli uomini che presentavano uretrite non-gonococcica).
  • raramente ingrossamento e dolore testicolare.
  • prostatite e infezione delle vescicole seminali

COSA SUCCEDE SE TRASCURIAMO L’INFEZIONE DA CHLAMYDIA E NON FACCIAMO LA TERAPIA?  LA TEMIBILE MALATTIA INFIAMMATORIA PELVICA

conseguenze della clamydia nelle donne

Se non trattata, l’infezione può progredire causando conseguenze importanti. La complicanza più tipica è la malattia infiammatoria pelvica (pelvic inflammatory disease  o PID) che può avere un’incidenza fino al 30% nelle donne affette da cervicite da Chlamydia.

  • La PID è dovuta alla risalita dell’infezione dalle basse vie genitali fino all’endometrio, alle tube e/o al peritoneo pelvico.CERVICE
  • La PID è una malattia importante, che spesso richiede ospedalizzazione, somministrazione endovenosa degli antibiotici e attenta sorveglianza per le complicazioni dovute a infezioni ricorrenti.
  • Il processo infiammatorio e di riparazione cicatriziale (con produzione di sierosità all'interno della pelvi che provoca aderenza e stiramento delle tube ovaie e utero) può comportare un danno permanente con dolore cronico, chiusura delle tube, infertilità e possibilità di gravidanze extrauterine.
  • nel 10-20% dei casi di PID si verifica un’infertilità tubarica.
  • Il rischio di gravidanza extra-uterina nelle donne che hanno avuto una PID è 7-10 volte maggiore di quello di donne senza una storia di PID.
  • Nel 15% delle donne che hanno contratto una PID si sviluppa a lungo termine un dolore pelvico cronico che probabilmente è correlato alle aderenze pelviche delle ovaie e delle tube.come si trasmette la clamydia

QUALI SONO I FATTORI ASSOCIATI AL RISCHIO DI CONTRARRE LA CHLAMYDIA?

  • età < 25 anni
  • nuovo partner negli ultimi sei mesi
  • partners con infezioni sessualmente trasmesse in atto o negli ultimi sei mesi
  • mancato o discontinuo o non corretto uso del profilattico
  • precedente infezione sessualmente trasmessa.
  • cervicite muco-purulenta in atto

come si trasmette la clamydia

LA CHLAMYDIA NON PUÒ ESSERE TRASMESSA IN QUESTI MODI!!

  • Dal contatto con un wc, una piscina o una sauna utilizzati da una persona infetta
  • Dal contatto con una superficie su cui ha tossito o starnutito una persona infetta
  • Dalla vicinanza di una persona infetta.
  • Condividendo il luogo di lavoro con una persona infetta

 COME SI PUÒ PREVENIRE LA DIFFUSIONE DELLA CHLAMYDIA?

  •  Limitando il numero dei partners sessuali
  • Usando il profilattico maschile o femminilecome prevenire la clamydia
  • Consultando il ginecologo se si pensa di aver contratto l’infezione o si è a rischio di contrarla.
  • Decidendo, se si ha un nuovo partner, di eseguire entrambi il test diagnostico prima di cominciare ad avere rapporti sessuali. 
  • Eseguendo regolarmente lo screening per Chlamydia se si è comprese nel gruppo di donne ad alto rischio di infezione.
  • Parlandone con le persone. Parlare della Chlamydia, del rischio di infezione, dei fattori di rischio, dei benefici di uno screening regolare, dell’importanza del profilattico. Le malattie sessualmente trasmesse sono più comuni laddove è maggiore l’ignoranza della malattia.

CHE TEST USIAMO PER LA DIAGNOSI DELLA CHLAMYDIA?

come diagnosticare la cmalydia

Nelle donne:

  • Il pap-test. Non è di alcun aiuto ai fini della diagnosi di Chlamydia.
  • Il tampone cervicale. La diagnosi si effettua ricercando la presenza della Chlamydia tramite un tampone inserito a livello del canale cervicale.
  • Il Test sulle urine primo getto. La ricerca può essere eseguita sulle urine primo getto. I risultati però hanno dimostrato una sensibilità leggermente inferiore rispetto a quelli ottenuti sulle secrezioni cervico-vaginali.

Negli uomini

  • Il Tampone uretrale. La diagnosi si effettua inserendo un tampone a livello della parte terminale dell’uretra.
  • Il Test sulle urine primo getto è comunemente usato nell’uomo. Sebbene sia meno sensibile del tampone uretrale è un test di facile esecuzione e meno doloroso.
  • Il Test sul liquido seminale. La Chlamydia viene ricercata anche sullo sperma.

Attualmente il test più utilizzato per la ricerca della Chlamydia è il tampone cervicale eseguito con tecnica PCR (polymerase chain reaction);  grazie alla elevata performance in termini di sensibilità (>95%) e specificità (98%) è considerato il “gold standard”.

La ricerca degli anticorpi anti-chlamydia nel sangue non è utile nella diagnosi di infezione del tratto urogenitale a causa della bassa sensibilità e specificità del test.

PER QUANTO TEMPO POSSO DIFFONDERE L’INFEZIONE DA CHLAMYDIA?

cos'è la clamydia

Una persona infetta continua a diffondere la Chlamydia finchè non si sottopone a una adeguata terapia.

UNA PREGRESSA INFEZIONE CONFERISCE L’IMMUNITÀ VERSO SUCCESSIVE INFEZIONI DA CHLAMYDIA?

Una pregressa infezione non rende il soggetto immune da una successiva infezione da Chlamydia.

COSA PUÒ SUCCEDERE SE HO LA CHLAMYDIA E SONO IN GRAVIDANZA?

In gravidanza l’infezione da Chlamydia può provocare la rottura prematura delle membrane amniotiche e il parto pretermine.

come si diffonde la clamydia

E’ NECESSARIO INFORMARE I PRECEDENTI PARTNERS?

I precedenti partners (incontrati da 4 settimane a 6 mesi prima del contagio) di un soggetto infetto dovrebbero essere informati del rischio di aver preso l’infezione, offrendo loro un trattamento antibiotico preventivo e/o  i test diagnostici.

LE DONNE ASINTOMATICHE DEVONO CONTROLLARSI? LO SCREENING DELLA CHLAMYDIA

test per la clamydia

Nelle donne in età giovanile o che non hanno ancora avuto figli è necessario fare diagnosi precoce delle forme asintomatiche, ancora di più se si è iniziata l'attività sessuale prima dei 18 anni o se si sono avuti più di 3 partners senza utilizzare il preservativo.

A tal scopo in Gran Bretagna e negli Stati Uniti sono in atto numerosi programmi di screening per la diagnosi precoce dell’infezione nei soggetti a rischio mediante l’esecuzione di test diagnostici per Chlamydia

QUAL È IL TRATTAMENTO APPROPRIATO PER L’INFEZIONE DA CHLAMYDIA?come curare la clamydia

Il trattamento è antibiotico.

  • Gli antibiotici di scelta sono generalmente la Doxiciclina e l’Azitromicina.
  • I pazienti che effettuano il trattamento dovrebbero avere rapporti protetti fino alla negativizzazione del test diagnostico.
  • Comunque è possibile contrarre nuovamente l’infezione se il partner non ha eseguito anch’esso il trattamento.

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L’AVVENTURA DEL CONCEPIMENTO

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LO SPERMATOZOO SMARRITO......

Uno spermatozoo deve trovare le ovaie e, non sapendo come arrivarci, decide di chiedere in giro. Vede un globulo rosso: "scusa globulo rosso, mi dici la strada per le ovaie?". Il globulo: "devo portare il sangue al cervello, non ho tempo!". Lo spermatozoo riparte e vede un globulo bianco: "scusa globulo bianco, mi dici la strada per le ovaie?".Il globulo: "ci sono dei batteri in corpo e devo sconfiggerli, non ho tempo!". Lo spermatozoo riparte e vede una piastrina: "scusami, ti prego, dimmi la strada per le ovaie!". La piastrina ci pensa un attimo: "allora, vai sempre dritto, poi la seconda a destra, ancora dritto, la terza a sinistra, poi a destra...". Lo spermatozoo incredulo: "impossibile sia così lontano!" e la piastrina: "oh, è mica colpa mia se sei sulle gengive!!"

 

spermatozoo

Scuola di Sesso: La Pillola

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"Due settimane fa sono stato coinvolto in un buon esempio di contraccezione orale. Ho chiesto a una ragazza di venire a letto con me e lei mi ha detto di no"

Woody Allen

 

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