Su di me

Il mio percorso ginecologico: passione, ascolto ed esperienza

La mia missione

Sono ginecologa da oltre 40 anni e ogni giorno continuo a scoprire quanto sia profonda e affascinante la complessità del mondo femminile.
Altro che il mondo maschile con un unico tasto on/off!!


Dalla laurea in Medicina e Chirurgia a Roma, fino alla specializzazione in Ginecologia e Ostetricia, ho sempre avuto chiaro un obiettivo: lavorare sull’ascolto, sulla competenza e su un costante aggiornamento scientifico.

E stata una vita piena di studio, con particolare attenzione alla salute del pavimento pelvico, alla vulvodinia, all’ipertono pelvico, alla menopausa e ai disturbi legati all’HPV e alla cistite femminile.

Amo profondamente il mio lavoro, che per me è anche un modo di essere.

Per me non esiste una vera distinzione tra vita interiore e vita lavorativa. Ciò che si è dentro, si riflette fuori, con ogni gesto, parola e scelta. Se una persona ha un talento, credo fermamente che debba metterlo al servizio degli altri, non seppellirlo nella terra.

Proprio questo cerco di fare ogni giorno: dare la mia esperienza, la mia sensibilità, le mie competenze a chi si affida a me.


Il mio studio..

Nel mio studio privato, nel cuore del quartiere Parioli a Roma, accolgo donne di tutte le età, con problematiche diverse e con differenti necessità di aiuto.

Mi piace lavorare in questo spazio, un ambiente non anonimo, circondata dalle mie amate foto di viaggio, ricordi di luoghi e incontri che mi hanno arricchita.

Entrare nel mio studio è come entrare nella mia casa, un’ atmosfera che mi rappresenta, dove mi sento me stessa. Le mie pazienti lo percepiscono e lo rispettano. Anche loro entrano con fiducia, in uno spazio accogliente, dove possono sentirsi a loro agio.

Per me la vera realizzazione professionale è vedere la tranquillità negli occhi delle pazienti quando si sentono capite, accolte e finalmente sollevate. Questo è ciò che mi motiva ogni giorno. Perchè il mio lavoro non è solo una professione: è una passione che mi diverte e mi appaga profondamente.

Un team di donne fortissime!

Un grande ringraziamento va alle mie carissime collaboratrici, Camilla Lia e Mila Jenkner, che rendono possibile la realizzazione di questo lavoro con la loro grande passione e dedizione per l’apprendimento.
E alla super efficiente segreteria, Laura De Angelis, la quale si affanna ogni giorno a risistemare una agenda che si sconvolge a ogni momento, e ad accogliere le nostre pazienti sempre con un sorriso. Provare per credere!

Il blog de LaMiaGinecologa.com

Con il tempo, ho sentito il bisogno di condividere questa visione anche al di fuori dello studio. Così è nato il mio blog www.lamiaginecologa.com, uno spazio pensato per offrire informazioni scientifiche chiare, aggiornate e facilmente accessibili.

Attraverso articoli, approfondimenti e consigli pratici, affronto i temi più importanti della ginecologia, dai cambiamenti ormonali ai disturbi del pavimento pelvico, ai percorsi diagnostici per condizioni complesse come il dolore cronico e la vulvodinia.

Il blog è anche un modo per contrastare la disinformazione e aiutare le donne a riconoscere i segnali del proprio corpo, a fare domande e a trovare risposte affidabili.

L’area pazienti all’interno del Blog è un importantissimo spazio in cui le mie pazienti possono scrivermi, descrivere i loro progressi terapeutici le loro difficoltà, manifestare richieste di aiuto, contando su supporto continuo e risorse necessarie per il loro percorso di guarigione.

Ogni contenuto che pubblico è frutto di anni di esperienza clinica e di studio, sempre supportato dalla letteratura scientifica più recente, cercando di trovare il punto chiave di ogni argomento.

Mi piace andare dritta al cuore delle cose, cogliere quell’aspetto essenziale che può fare la differenza per chi legge o ascolta, integrando le conoscenze scientifiche con l’esperienza quotidiana, quella fatta di casi reali, emozioni vere, piccoli dettagli.
E aggiungere qualcosa che faccia dire: ecco, questo che mi dice è vero, mi riconosco!

I miei social!!

Accanto al blog, curo anche i miei profili social, in particolare Instagram (ginecologa_pajoncini), dove realizzo brevi video e storie per parlare di salute intima in modo semplice e diretto e divertente.

Credo che la comunicazione sia fondamentale per costruire un rapporto di confidenza con le pazienti, e per questo mi piace raccontare la ginecologia anche con un tocco di leggerezza.

Il mio percorso continua, arricchito ogni giorno dalle storie delle donne che incontro. E con LaMiaGinecologa.com voglio offrire un punto di riferimento sicuro per tutte coloro che cercano risposte, ascolto e cura.

Perchè…

Questo blog è dedicato a tutte coloro che hanno curiosità intellettuale, che guardano alla salute come un bene su cui investire e in cui vogliono essere parte attiva. 
L’informazione che ci sommerge da tutti i media non è sempre di buona qualità e avere una interpretazione di fiducia è….  augurabile!
Lo scopo dei miei articoli è quello di fare maggiore luce su alcuni temi largamente discussi ma poco conosciuti e documentati  nei loro aspetti scientifici. E ricordate che…. “Knowledge is power!”

FACCIAMO DUE CHIACCHIERE…

“E dire che ero destinata a fare l’architetto… Architettura mi aveva affascinato sin da piccola, per un senso istintivo del bello e dell’armonia, dei colori e delle proporzioni, un gusto che mi è stato trasmesso dal mio segno zodiacale Toro (per chi ci crede…).

E invece no! Quando è stato il momento di scegliere il corso di laurea, complice i grandi casini universitari post 68 che avevano nella facoltà di architettura di allora uno dei grandi epicentri, il mio istinto mi ha fatto riconsiderare le scelte già fatte, e mi ha portato verso un percorso più complesso, meno artistico e meno glamour, ma che metteva al centro della mia vita le necessità di chi viveva intorno a me e che aveva bisogno di aiuto.

Mi sono detta: il lavoro del medico ha un suo valore intrinseco assoluto! Ovunque io sia, qualunque strada prenderò, questa professione ha in se un valore etico che mi affascina!

Così è cominciata la mia avventura nel mondo della medicina.

Con soddisfazione mi sono laureata in Medicina alla Sapienza di Roma con 110 e lode a specializzata in Ginecologia col massimo dei voti. Non sono stati anni leggeri perché, prima di arrivare a fare il medico che si siede davanti a una paziente e le chiede quali siano i suoi problemi, ti devi sorbire libroni immensi, sedute di studio infinite, insomma una situazione che non ha nulla a che fare con Dr. House.

Per l’esattezza 6 anni di università e cinque di specializzazione.  Ho fatto la tesi di laurea in un reparto di ginecologia ed è stato lì che ho cominciato a capire la mia “vocazione” ad occuparmi dei problemi delle donne, che sono un misto di felicità e grandi aspettative (se si pensa alla gravidanza) e di dolore e tristezza (se si pensa ai problemi dei tumori) a volte di involuzione e rassegnazione  (nella terza età in cui i progetti cominciano a scarseggiare e la salute diventa meno certa). Un grande universo insomma!

Ho iniziato a esercitare presto la mia professione. Mi piaceva tanto mettere in pratica le cose che avevo studiato, in un rapporto diretto fra me e le pazienti, senza intermediari. Ed imparare a fare uno spazio silenzioso dentro di me per accogliere quello che le donne mi raccontavano. Questo è un bel training, sapete! Insegna a rivolgere l’attenzione al di fuori di se stessi e imparare a minimizzare i propri problemi. E’ così che le mie pazienti sono pian piano diventate…le mie figlie!

Ho sposato un medico, ho avuto due figli, un maschio e una femmina. Insieme abbiamo scelto di vivere in campagna, nei dintorni di Roma, perché questo era il nostro sogno e per far crescere “sani” i bambini. La mattina tutti fuori, io e mio marito al lavoro, i piccoli ad una scuola internazionale, per dare loro un orizzonte vasto come vasto è il mondo, che a quei tempi non era globalizzato come ora. I

l lavoro è sempre stato tanto, nel mio studio privato e negli impegni universitari. Una girandola di convegni, congressi, lavori da pubblicare, studio. Alla sera ci si ritrovava a casa per dare ai figli quella presenza e certezza di cui hanno sempre bisogno. Ogni tanto chiedevo loro: volete che mamma stia di più a casa? E loro: no no mamma, va bene così! Pensate, non mi volevano di più a casa! Perché, nell’ansia da prestazione mammesca, le donne che lavorano spesso subissano di chiamate i figli di giorno e strafanno a casa la sera, per compensare quell’assenza e mancanza che, a volte, è avvertita più dalle madri che dai figli.

Poi sono tornata a vivere in città, a Roma, perché i ragazzi avevano bisogno di rientrare. Ho una casa con un giardino pieno di fiori, tanta luce…

E’ stato faticoso ma pieno di emozioni e soddisfazioni. Negli alti e bassi della vita, nelle gioie e nelle delusioni che hanno tutti e in cui il Signore ci rende veramente tutti uguali, ho mantenuto il timone verso l’ottimismo e la gioia di vivere. I ragazzi ormai sono grandi e vivono lontano.

E in questo “vuoto” lasciato dalla loro assenza, si è installato ancora di più il mio lavoro, non come un obbligo o un modo per sopravvivere, ma come una missione che dà grande piacere e colora la vita. Ho creato questo blog e la mia pagina Facebook per comunicare con le pazienti, e mi dà grande soddisfazione vedere che condividono con divertimento le mie avventure sui social.

Ma non solo il lavoro… Il tennis è una grande passione, con le mie amiche del circolo doppiste agguerrite! La fotografia, il trekking di montagna, le passeggiate sulla spiaggia di Sabaudia, le immersioni profonde, il nostro cane Grace, il cammino di Santiago….

La vita è un’avventura. Viviamola con coraggio e senza piangerci troppo addosso. Cerchiamo di non avere paura di esprimere noi stesse e i nostri sentimenti! Sbagliando si impara. Agiamo nel mondo, amiamo e scopriamo la forza che non sappiamo di avere. Buttare il cuore oltre l’ostacolo è faticoso, ma dà tanta soddisfazione!”

La vostra ginecologa

ENZO BIANCHI: IL DISCERNIMENTO

l’arte di scegliere.

…ogni essere umano, per il fatto di essere tale, sente in sè una coscienza profonda e segreta, un santuario accessibile a lui solo, un crogiuolo in cui vive interiormente il proprio sè, il luogo in cui avverte una voce, una chiamata, un impulso, un desiderio di uscire da se per realizzare se stesso. Questa voce richiede una risposta, un responsum, dunque l’assunzione di una responsabilità, che indicherà come vivere, quali scelte fare, come salvare la vita. Tale vocazione non riguarda solo qualche aspetto della vita ma la sua totalità, tra il mistero dell’inizio e quello della fine. Ogni vita è vocazione. La vita da viversi è unica per ogni persona, non ve n’è un’altra. L’adolescente prende poco a poco consapevolezza di questa verità, ed ecco allora che sorge in lui la domanda: “che fare della mia vita per non buttarla, per viverla in pienezza, perchè essa abbia senso e possa essere un’opera d’arte?”

La vocazione umana, che è vocazione alla felicità e all’amore, deve essere percepita nella libertà, non dovuta al caso nè alla necessità. La vocazione non è una chiamata imposta, un destino ineluttabile e neppure il frutto di casualità insensate. E’ un cammino in cui si scopre che la vita è un compito, che l’essere collocati nel mondo accende una responsabilità, che l’appartenere all’umanità chiede relazione, comunicazione, amore e impegno.

Questa vocazione umana va fatta nascere e poi va custodita, temprata e confermata dal singolo, ma anche da chi gli sta accanto. Il mestiere di vivere è faticoso, duro, ma può essere praticabile e anche buono, bello e felice, se la vocazione diventa essa stessa questo mestiere di vivere. Se invece il vivere è senza vocazione, allora la vita diventa intollerabile; e se la vocazione diventa mestiere di vivere, allora la vita si fa frammentaria, sfilacciata, “liquida”, inconcludente.

C’è dunque una vocazione umana, una chiamata a “poter essere” che deve abitare in ogni persona. Così nasce l’avventura umana, così si assume la responsabilità verso gli altri e verso il mondo, così si può perseguire la ricerca di senso e approdare a ciò che attende ogni persona umana quale culmine dell’umanizzazione: vivere l’amore come storia.

In ciò che è udito ci sia solo ciò che è udito, in ciò che è visto ci sia solo ciò che è visto, in ciò che è sentito – col gusto, con l’olfatto, col tatto – ci sia solo ciò che è sentito, in ciò che è conosciuto (con la mente), ci sia solo ciò che è conosciuto. 

GAUTAMA BUDDHA 

Io non condanno quelli che indossano bei vestiti o mangiano bene, se hanno l’amore. Non considero uno più grande se conduce una vita dura, ma se constato che ha più amore   E’ una grande sciocchezza quella di alcuni che digiunano e pregano molto, compiono grandi opere e stanno sempre nella solitudine, ma non migliorano la condotta di vita e sono inquieti e adirati. Si dovrebbe fare attenzione a ciò che c’è di più debole nella propria vita e rivolgere il proprio zelo per riuscire vincitori proprio in quel punto. Quando l’uomo è ben ordinato nella sua condotta di vita, qualsiasi cosa faccia è gradita a Dio.

MEISTER EKKHART

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Cinzia Pajoncini – MioDottore.it

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