Cosa succede alla vagina durante un rapporto sessuale?

vagina ai rapporti

La vagina si allarga durante un rapporto sessuale? Si allunga? E perché alcune donne avvertono dolore o la sensazione che ci sia un ostacolo alla penetrazione?

Per rispondere bisogna conoscere un aspetto fondamentale della fisiologia sessuale femminile: durante l’eccitazione la vagina cambia forma e dimensioni, mentre i muscoli del pavimento pelvico modificano la propria attività per consentire la penetrazione.

Sono due meccanismi diversi, ma strettamente collegati. E quando uno dei due non funziona correttamente, il rapporto sessuale può diventare difficile o doloroso.

Punti chiave dell’articolo

  • La vagina si modifica durante l’eccitazione sessuale, ampliandosi in risposta agli stimoli, mentre i muscoli del pavimento pelvico devono adattarsi alla penetrazione.
  • Un pavimento pelvico contratto può causare dolore alla penetrazione, creando resistenza e aumentando l’attrito.
  • L’ipertono del pavimento pelvico può contribuire al dolore, ma non è l’unica causa; diverse condizioni possono influenzare la sensazione di dolore durante il rapporto.
  • La fisioterapia è essenziale per trattare l’ipertono, migliorando la capacità di rilassamento e adattamento dei muscoli pelvici.
  • Un pavimento pelvico funzionale deve saper contrarsi e rilassarsi, per favorire una sessualità soddisfacente e senza dolore.

Com’è fatta la vagina quando non c’è eccitazione?

Cominciamo da un equivoco piuttosto comune: la vagina non è un tubo rigido, permanentemente aperto.

È un organo muscolo-membranoso, dotato di pareti elastiche e distensibili, che in condizioni di riposo sono normalmente accostate l’una all’altra. Il canale vaginale, quindi, non presenta una cavità costantemente aperta.

La vagina possiede una notevole capacità di adattamento. Può modificare la propria lunghezza e distendersi in risposta a stimoli meccanici e ai cambiamenti fisiologici che accompagnano l’eccitazione sessuale.

Ma questi cambiamenti non avvengono nello stesso modo lungo tutta la sua estensione.

Come cambia la vagina durante l’eccitazione sessuale?

Quando aumenta l’eccitazione, si verificano diverse modificazioni fisiologiche. Aumenta l’afflusso di sangue ai tessuti genitali, le pareti vaginali diventano più congestizie e compare la lubrificazione, prodotta principalmente dal passaggio di liquido attraverso l’epitelio vaginale.

Contemporaneamente, la parte più profonda della vagina modifica la propria conformazione. L’utero tende a sollevarsi, la porzione superiore della vagina si allunga e si espande, diventando più capiente. Questo fenomeno è conosciuto con il termine inglese vaginal tenting, letteralmente una sorta di apertura a tenda della parte superiore della vagina. È un meccanismo fisiologico che contribuisce a preparare l’apparato genitale femminile alla penetrazione.

Ma attenzione: l’espansione della parte profonda della vagina non significa necessariamente che anche l’ingresso vaginale sia pronto a distendersi. Ed è qui che entra in gioco il pavimento pelvico.

Che ruolo ha il pavimento pelvico durante la penetrazione?

Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli e strutture connettivali che chiudono inferiormente il bacino, sostengono gli organi pelvici e partecipano alle funzioni urinarie, intestinali e sessuali.

Alcuni di questi muscoli circondano e influenzano direttamente l’apertura vaginale. Durante la penetrazione devono essere in grado di adattarsi alla distensione dell’ingresso vaginale, consentendo ai tessuti di allungarsi senza opporre un’eccessiva resistenza. Questo richiede una buona capacità di rilassamento e di modulazione del tono muscolare.

Ma il pavimento pelvico non diventa completamente passivo durante il rapporto. Continua a partecipare alla risposta sessuale, modificando la propria attività in relazione alla stimolazione, alle sensazioni e alle diverse fasi dell’eccitazione. Durante l’orgasmo si verificano anche contrazioni ritmiche involontarie della muscolatura pelvica e perineale.

Un pavimento pelvico funzionale, quindi, non è semplicemente un pavimento pelvico forte. È un pavimento pelvico capace di contrarsi, rilassarsi e adattarsi alle diverse situazioni.

Cosa succede se il pavimento pelvico è troppo contratto?

Immaginiamo adesso una situazione diversa.

Una donna presenta un ipertono del pavimento pelvico: alcuni muscoli mantengono un’attività eccessiva anche quando dovrebbero essere relativamente rilassati. Spesso la donna non ne è consapevole. Non percepisce di mantenere quei muscoli contratti e può avere difficoltà a rilasciarli volontariamente.

Quando arriva il momento della penetrazione, la muscolatura può non riuscire ad allungarsi e ad adattarsi adeguatamente. L’ingresso vaginale incontra quindi una maggiore resistenza alla distensione. Il pene, durante la penetrazione, esercita una pressione più elevata sui tessuti dell’introito vaginale e del vestibolo vulvare.

Se i muscoli non cedono sufficientemente alla distensione, la compressione e l’attrito sui tessuti possono aumentare, provocando dolore. La donna può avvertire bruciore, tensione, una sensazione di lacerazione oppure la percezione che qualcosa impedisca al pene di entrare.

Alcune descrivono questa sensazione in modo molto preciso: «Dottoressa, è come se ci fosse un muro. Sento che non riesce a entrare.»

E non sempre il problema riguarda la vagina in sé. Talvolta è proprio la muscolatura che ne circonda l’ingresso a non consentire un’adeguata distensione.

Perché l’ipertono può provocare bruciore e dolore al vestibolo vulvare?

Il vestibolo vulvare è la regione compresa tra le piccole labbra, nella quale si trovano l’apertura uretrale e quella vaginale. È un’area delicata, riccamente innervata e particolarmente sensibile agli stimoli meccanici.

Quando il pavimento pelvico presenta un ipertono, la ridotta capacità di distensione dell’ingresso vaginale può determinare una maggiore sollecitazione dei tessuti vestibolari durante la penetrazione. La pressione e lo sfregamento possono provocare dolore anche in assenza di lesioni visibili.

Se il dolore si ripete, possono instaurarsi fenomeni di maggiore sensibilità agli stimoli, insieme a reazioni muscolari protettive che contribuiscono al mantenimento della sintomatologia.

Si può così creare un circolo vizioso: il dolore favorisce una contrazione difensiva dei muscoli, mentre l’eccessiva tensione muscolare può rendere più dolorosa la penetrazione successiva.

Questo meccanismo può essere presente in alcune donne con vestibolodinia provocata, una forma di vulvodinia caratterizzata da dolore localizzato al vestibolo, frequentemente evocato dal contatto o dalla penetrazione.

È importante, però, precisare che l’ipertono non è necessariamente la causa iniziale della vestibolodinia. In alcune donne può rappresentare un fattore predisponente o contribuire al dolore; in altre può svilupparsi come reazione protettiva a un dolore vestibolare già esistente. I due meccanismi possono anche alimentarsi reciprocamente.

Il dolore alla penetrazione dipende sempre dall’ipertono?

No. E questa distinzione è fondamentale.

Un dolore all’ingresso vaginale può dipendere da numerose condizioni, anche in assenza di ipertono del pavimento pelvico. Tra queste troviamo la vestibolodinia, le alterazioni atrofiche vulvo-vaginali associate alla menopausa, le dermatosi vulvari come il lichen sclerosus, alcune condizioni infettive o infiammatorie e gli esiti cicatriziali.

Inoltre, lubrificazione, eccitazione e desiderio sessuale sono fenomeni collegati, ma non equivalenti. Una lubrificazione insufficiente può aumentare l’attrito, ma non dimostra di per sé una carenza di desiderio o di eccitazione.

Ecco perché, quando una donna riferisce dolore durante la penetrazione, non è sufficiente consigliare un lubrificante oppure suggerire di rilassarsi. Serve capire dove si localizza il dolore, quando compare e quali strutture anatomiche sono coinvolte.

Una valutazione ginecologica accurata, eventualmente associata a una valutazione funzionale del pavimento pelvico, permette di individuare i fattori che contribuiscono al problema.

Come si cura l’ipertono del pavimento pelvico?

Quando viene identificato un ipertono clinicamente significativo, il trattamento deve mirare soprattutto a recuperare la capacità di rilassamento, di allungamento e di coordinazione dei muscoli.

La fisioterapia del pavimento pelvico, eseguita da professionisti esperti nel trattamento del dolore pelvico, può comprendere tecniche manuali, esercizi di consapevolezza corporea, respirazione diaframmatica, biofeedback e un percorso graduale di desensibilizzazione e recupero della tolleranza alla penetrazione, quando indicato.

Non si tratta, quindi, di rinforzare indiscriminatamente i muscoli con esercizi di contrazione. In presenza di ipertono, concentrarsi esclusivamente sul rinforzo muscolare può essere inappropriato, soprattutto se prima non è stata recuperata un’adeguata capacità di rilassamento.

Il trattamento deve inoltre considerare l’eventuale presenza di dolore vestibolare, alterazioni dei tessuti vulvari e altri fattori che possono mantenere la contrazione muscolare.

Perché è importante che il pavimento pelvico sappia anche rilassarsi?

Siamo abituati a sentir parlare dell’importanza di avere un pavimento pelvico tonico, soprattutto per prevenire o trattare alcuni disturbi urinari e del supporto degli organi pelvici.

Ma nella sessualità la forza muscolare, da sola, non basta. Durante la penetrazione i muscoli devono essere in grado di ridurre la resistenza e adattarsi alla distensione. Durante altre fasi della risposta sessuale possono invece aumentare la propria attività e partecipare alle sensazioni orgasmiche.

La vera funzionalità muscolare sta proprio in questa capacità di modulazione.

Perché un pavimento pelvico che sa soltanto contrarsi, ma non sa rilassarsi adeguatamente, può diventare un ostacolo anziché un alleato della sessualità. E soprattutto, il dolore durante i rapporti non dovrebbe essere considerato qualcosa da sopportare o da superare forzando la penetrazione.

Comprendere ciò che accade alla vagina e ai muscoli che la circondano è spesso il primo passo per individuare il problema e affrontarlo correttamente.

Meriti di poter parlare di ciò che senti, senza imbarazzo. Una visita ginecologica permette di approfondire i tuoi sintomi e valutare come affrontarli.

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Bibliografia scientifica

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