Care amiche, ho ricevuto recentemente molte mail di ragazze che mi chiedono come fare a curare la candida recidivante…
La candida è un’infezione fungina che molto raramente passa da sola. Ignorare i sintomi sperando in una guarigione spontanea rischia di cronicizzare il problema, portando a recidive frequenti. Per curarla definitivamente è fondamentale una diagnosi medica e una terapia mirata per ripristinare l’equilibrio vaginale.
- Quali sono i sintomi della vaginite da candida?
- La candida all'attacco!
- L’assunzione di antibiotici per via sistemica (per bocca) è la causa più frequente di vaginite da Candida
- Cosa altro può causare la vaginite da Candida?
- Come possiamo correre ai ripari?
- Che terapia per curare la Candida?aa
- La situazione si complica quando la candida diventa recidivante.
- E il rapporto sessuale?
La prima cosa da sapere è che la candida è un fungo saprofita abituale della nostra vagina.
Cosa vuol dire saprofita? Vuol dire che la candida è un normale ospite della vagina e che è assolutamente normale che in vagina ce ne sia una certa quantità.

Non è possibile quindi eradicarla completamente e per sempre….. e non ce n’è neanche bisogno!
Perché, se la candida rimane in piccola concentrazione ed è in equilibrio con l’ecosistema vaginale, non provoca alcun fastidio, ma rimane parte, come commensale, della normale flora vaginale che è costituita prevalentemente da lattobacilli.

Spesso però la situazione muta e si altera a causa di eventi esterni. Si crea una situazione di calo delle difese immunitarie e i lattobacilli diminuiscono, i microrganismi patogeni aumentano di numero e prendono il sopravvento colonizzando tutta la vagina provocando una “vaginite”
La candida è uno dei microrganismi che più frequentemente provocano vaginite.
Quali sono i sintomi della vaginite da candida?
Il sintomo più tipico è il prurito, interno ed esterno, che può diventare veramente forte e imbarazzante.

La donna si lava frequentemente sperando di alleviare il prurito, ma questo non passa.
Alcune pazienti arrivano a mettere del ghiaccio sulla vulva per diminuire questa sensazione fastidiosa! Bene, non fatelo mai, perché questo sì che provoca dei danni, delle ustioni da gelo, e una ulteriore irritazione. La zona intima si infiamma e compaiono il rossore, il bruciore e le perdite biancastre, a grumi, tipo ricotta.

Spesso gli stessi sintomi vengono anche al partner! Infatti quest’ultimo può essere contagiato col rapporto sessuale e avere anche lui prurito, rossori diffusi, macchiette rosse e spellature a livello del glande.
La candida all’attacco!
Che cosa è successo dunque alla Candida? Il fungo, virato in una situazione di aggressività che gli viene consentita dalle mutate condizioni ambientali, diventa patogeno. Si trasforma da lievito commensale (di forma ovoidale) in pseudo-ifa o ifa (con forma di filamento sottile) e produce sostanze che provocano irritazione ed enzimi che gli conferiscono una particolare adesività alla mucosa vaginale. La mucosa viene invasa dalla candida e compare una intensa risposta immunitaria che si manifesta col rossore e bruciore.

Inoltre la candida, come altri microrganismi, ha la capacità di organizzarsi in biofilms. I biofilm sono costituiti da un materiale denso (slime) a matrice polisaccaridica prodotto dallo stesso fungo, in cui la candida si annida e prolifica. In questo modo la candida rimane adesa alle mucose, protetta e inattaccabile dalle terapie e dalle difese immunitarie dell’ospite.
L’assunzione di antibiotici per via sistemica (per bocca) è la causa più frequente di vaginite da Candida

Ad esempio, abbiamo preso un ciclo di antibiotici per una infezione ai denti. L’antibiotico agisce ovviamente eliminando tutti i batteri che sono nel cavo orale (questo è l’effetto che volevamo ottenere quando abbiamo cominciato la terapia!). Ma al contempo elimina anche i batteri che sono in tutto il corpo, anche quelli buoni, per cui anche i lattobacilli intestinali e vaginali.
La candida invece no!
La candida non viene attaccata dalle terapie antibiotiche. Essendo stati uccisi tutti i suoi competitors nell’ecosistema vaginale, dilaga e si prende quegli spazi che prima erano proprietà dei batteri buoni, provocando la vaginite.
In corso di terapia antibiotica pertanto è consigliabile effettuare una cura per prevenire la candida.
Cosa altro può causare la vaginite da Candida?

La candida può essere causata anche da attività che provocano irritazione della zona vulvare, come spinning e bicicletta, jeans stretti, salvaslip e indumenti sintetici (i famosi perizomi!), che danno sfregamento nelle zone intime delicate.
Il rapporto sessuale può essere una causa di vaginite da candida, sia per contagio diretto da parte del partner, ma sia soprattutto per le microabrasioni che a volte il rapporto può provocare all’ingresso vaginale, che induce un indebolimento delle difese locali.

Una alimentazione troppo ricca di lieviti, latticini e zuccheri può aumentare la concentrazioni degli zuccheri in vagina e alterare il ph vaginale, diventando il nutrimento perfetto e la causa predisponente per la candida.
Anche lo stress intenso e il calo delle difese immunitarie, la gravidanza e la pillola anticoncezionale, che danno un aumento dei livelli plasmatici di estrogeni, possono predisporre alla candida.
Come possiamo correre ai ripari?
Intanto facciamo la diagnosi corretta, perché spesso le vaginiti possono essere causate da altri tipi di microorganismi o da più tipi di germi. le terapie contro la candida non sono efficaci per i batteri, e vice versa!
Per cui andiamo dalla ginecologa e lasciamole fare la diagnosi, che a volte può essere semplice, ma a volte ha bisogno di approfondimenti diagnostici:

- striscio batterioscopico a fresco (per evidenzsiare i lieviti o le pseudoife)
- Valutazione del ph vaginale (perchè la candida prolifera in ambiente acido mentre i batteri proliferanno in ambiente basico
- tamponi vaginali appropriati (benche possano risultare negativi anche se la candida è presente!)
Ma soprattutto sarà necessario fare la diagnosi differenziale con altre patologie non infettive che possono presentare alcuni aspetti in comune con la vaginite da candida, come la vulvodinia e il lichen sclero-atrofico (attenzione al prurito e al bruciore che persistono a lungo nonostante le terapie effettuate per debellare la candida!!).
Che terapia per curare la Candida?aa

Per la candida sporadica la terapia potrà essere semplicemente vaginale, con l’applicazione di ovuli (che di solito hanno una maggiore concentrazione del principio terapeutico rispetto alle creme) o creme antimicotiche (derivati azolici: econazolo, miconazolo, sertaconazolo, fenticonazolo ecc.) che in genere risolvono la situazione.
Una terapia interessante, ed efficace anche nella candida resistente agli azolici, è l’applicazione giornaliera, per almeno una settimana, di ovuli a base di acido borico, betaglucano e lattoferrina, che ha un’azione micostatica, lenitiva e immunostimolante.
Molte sono le terapie alternative a base di prodotti naturali proposte, come i semi di pompelmo, il tea tree oil, la calendula, l’acido caprilico (per la candida intestinale) ecc.
La situazione si complica quando la candida diventa recidivante.
Quando la candida comincia a tornare e ritornare, i sintomi non sono più così netti e riconoscibili, diventano più simili a quelli delle vaginiti batteriche. Il prurito può essere presente ma spesso compare più bruciore, le perdite possono essere scarse, più omogenee e perdere l’aspetto tipico “a ricotta”. I rapporti sono generalmente molto dolorosi, c’è un senso di secchezza, come di qualcosa che si strappa durante la penetrazione…
A questo punto un solo corso di terapia vaginale non basta. La terapia sistemica (ossia per bocca) ha un ruolo importante nella prevenzione delle recidive e inoltre ha lo scopo di bonificare anche gli eventuali foci presenti nell’intestino.

Per curare la candida recidivante, spesso è necessario “andare giù un po’ pesanti”, utilizzando farmaci sistemici a lungo, con richiami settimanali anche per mesi.
La terapia di prima scelta è il Fluconazolo, somministrato giornalmente in compresse di 100, 150 o 200 mg.
Gli schemi posologici possono variare molto, iniziando con una somministrazione di attacco di una compressa per 10 gg, e poi proseguendo con singole somministrazioni bisettimanali, per 3/6 mesi.
Come seconda scelta si può usare l’Itriconazolo, 2 compresse da 100 mg al dì, a stomaco pieno perché si assorbe meglio, per 3 giorni ogni 15 giorni per 3/6 mesi.
E’ utile anche l’assunzione di sostanze ad azione mucolitica e proteolitica per sciogliere i biofims micotici che sono adesi alla mucosa vaginale e che sono in parte causa della ricorrenza dell’infezione.
La prevenzione delle recidive si basa anche sulla somministrazione bisettimanale di ovuli ad azione antimicotica per almeno 2 mesi.

E il rapporto sessuale?
Nel caso in cui sia evidente che la causa scatenante della candida ricorrente è il rapporto sessuale, con un chiaro nesso di causa ed effetto, può essere una scelta terapeutica ragionevole l’applicazione in vagina di una o due dosi di crema a base di acido borico subito dopo il rapporto.

Ma soprattutto è necessario andare a ricostruire, con la somministrazione protratta nel tempo di probiotici e lattobacilli, quell’ecosistema vaginale e intestinale che hanno permesso l’instaurarsi di una micosi recidivante.
Una curiosità: molte donne utilizzano in vagina yogurt bianco senza zucchero per ripristinare la flora batterica lattobacillare.
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