
Punti chiave dell’articolo:
- La vaginosi batterica riflette un cambio nell’ecosistema vaginale, non è semplicemente un’infezione.
- Il microbiota vaginale è normalmente dominato dai lattobacilli, la sua diversità non sempre indica salute.
- La vaginosi batterica è una disbiosi caratterizzata dalla proliferazione di più batteri anaerobi come Gardnerella e Prevotella.
- Confondere la presenza di Gardnerella con vaginosi batterica può portare a sovratrattamenti e complicazioni cliniche.
- La diagnosi e il trattamento della vaginosi batterica richiedono un approccio che consideri il contesto clinico e il microbiota.
Quando parliamo di vaginosi batterica non stiamo descrivendo una semplice “infezione causata da un germe”, ma parliamo di un cambio di equilibrio dell’ecosistema vaginale.
È questo il punto chiave, e spiega anche perché la vaginosi batterica sia così frequente, spesso recidivante e clinicamente significativa.
- Punti chiave dell'articolo:
- Il microbiota vaginale: un ecosistema particolare
- Cos’è la vaginosi batterica
- Perché avere “Gardnerella positiva” non basta a fare diagnosi: una semplice colonizzazione..
- Il ruolo chiave del biofilm nella vaginosi batterica
- Perché la distinzione è fondamentale
- La vaginosi batterica “somiglia” a una infezione sessualmente trasmessa.. ma non è del tutto uguale
- Sintomi: spesso più “semplici” di quanto ci si aspetti (o assenti)
- Differenze pratiche tra Gardnerella isolata e vaginosi batterica
- Perché la vaginosi batterica è importante: le conseguenze cliniche
- Il messaggio chiave
- Bibliografia
- Ti potrebbe piacere anche questo articolo
Il microbiota vaginale: un ecosistema particolare

Il microbioma vaginale è uno dei compartimenti più “speciali” del microbioma umano: in condizioni di salute è caratterizzato da una bassa diversità microbica, con dominanza dei lattobacilli.
Sembra controintuitivo, ma qui vale una regola diversa rispetto ad altri distretti del corpo: più diversità non significa più salute. Anzi, l’aumento di diversità, con perdita della dominanza dei lattobacilli, può indicare disbiosi.
I lattobacilli proteggono attraverso diversi meccanismi:
- producono acido lattico, mantenendo il pH vaginale tra 3,5 e 4,5
- possono produrre perossido di idrogeno (in alcune specie) e altre sostanze antimicrobiche
- contribuiscono a stabilizzare la barriera mucosa e a “tenere fuori” batteri patogeni e opportunisti
Cos’è la vaginosi batterica
La vaginosi batterica è una disbiosi caratterizzata da un passaggio improvviso da lattobacilli predominanti a una flora polimicrobica di batteri anaerobi.

È un disturbo molto comune: è tra le prime cause di perdite vaginali nelle donne in età fertile e può rappresentare circa il 30% delle cause di leucorrea in questo gruppo.
Tra i batteri più associati alla vaginosi troviamo: Gardnerella, Atopobium, Prevotella, Mobiluncus, Megasphaera e altri.
La vaginosi batterica presenta:
- riduzione o scomparsa dei lattobacilli!
- aumento della diversità batterica
- proliferazione di anaerobi multipli (Gardnerella, Atopobium, Prevotella, Mobiluncus, Megasphaera, ecc.)
- aumento del pH vaginale
In altre parole, la vaginosi batterica è una disbiosi dell’ecosistema vaginale, una sindrome polimicrobica caratterizzata dalla presenza di germi multipli.
Perché avere “Gardnerella positiva” non basta a fare diagnosi: una semplice colonizzazione..
Uno degli errori più comuni nella pratica clinica è identificare automaticamente la presenza di Gardnerella vaginalis con la diagnosi di vaginosi batterica. In realtà, le due condizioni non coincidono e vanno distinte con attenzione.

La Gardnerella può essere:
- presente nella vagina di donne completamente asintomatiche
- rilevata in assenza di alterazioni cliniche, di pH o di microbiota
- parte di una flora vaginale che resta dominata dai lattobacilli
Numerosi studi hanno dimostrato che fino al 40% delle donne sane può ospitare Gardnerella senza sviluppare vaginosi batterica. Questo accade perché esistono diverse specie e ceppi di Gardnerella, non tutti patogeni; la sola presenza del batterio non è sufficiente a determinare la malattia.
In più, la ricerca recente ha mostrato che ciò che per anni abbiamo chiamato Gardnerella vaginalis comprende in realtà più biotipi: alcune sembrano più associate alla malattia, altre potrebbero essere “innocue”. Questo aiuta a capire perché due donne con “Gardnerella” possano avere storie cliniche molto diverse.
Un tampone positivo per Gardnerella non equivale di per sé a fare una diagnosi di vaginosi batterica.
Il ruolo chiave del biofilm nella vaginosi batterica

Nella vaginosi batterica:
- i batteri (spesso guidati da ceppi virulenti di Gardnerella) formano un biofilm aderente all’epitelio vaginale
- il biofilm protegge i microrganismi, favorisce la persistenza e spiega le recidive
- compaiono le “cellule clue”, cellule epiteliali vaginali ricoperte da numerosissimi batteri che conferiscono un aspetto granulare e che sono segno microscopico tipico della vaginosi batterica
Nella patogenesi è stato proposto un modello “a collaborazione”: alcuni ceppi di Gardnerella avviano l’adesione e il biofilm, altri batteri (es. Prevotella bivia, Atopobium) contribuiscono a consolidarlo e a destabilizzare ulteriormente la barriera protettiva.
La Gardnerella isolata, senza biofilm e senza alterazione dell’ecosistema, non determina questo quadro.
Perché la distinzione è fondamentale
Confondere Gardnerella con vaginosi batterica porta a:
- sovratrattamento antibiotico
- alterazione ulteriore del microbiota
- aumento del rischio di recidive
- medicalizzazione inutile di donne asintomatiche
La vaginosi batterica “somiglia” a una infezione sessualmente trasmessa.. ma non è del tutto uguale

La vaginosi batterica può verificarsi in soggetti che non hanno mai avuto rapporti sessuali o che non hanno avuto recentemente rapporti sessuali. È tuttavia associata ad alcuni aspetti dell’attività sessuale.
È più corretto dire che alcuni fattori legati ai rapporti sessuali possono favorire la disbiosi:
- contatto con sperma (alcalino) e variazioni del pH
- nuovo partner o partner multipli
- alcune pratiche (es. rapporti anali/orali seguiti da penetrazione vaginale, con possibile “traslocazione” di microbiota orale o fecale)
Sintomi: spesso più “semplici” di quanto ci si aspetti (o assenti)

La vaginosi batterica può essere:
- poco sintomatica. Prurito, arrossamento e gonfiore non sono comuni.
- oppure dare: perdite aumentate, spesso fluide o collose, a volte bianco-grigiastre, talvolta con odore caratteristico di pesce (il classico “whiff test”)
L’odore deriva dalla produzione di amine in un contesto di pH più alto. Importante: la sintomatologia può essere sfumata, quindi alcune pazienti convivono con la vaginosi batterica senza un quadro “eclatante”.
Differenze pratiche tra Gardnerella isolata e vaginosi batterica
| Gardnerella senza vaginosi batterica | Vaginosi batterica (VB) | |
|---|---|---|
| Significato clinico | Colonizzazione possibile, non necessariamente patologica | Disbiosi vaginale vera e propria |
| pH vaginale | Normale (≤ 4,5) | Aumentato (> 4,5) |
| Lattobacilli | Ancora predominanti | Ridotti o assenti |
| Composizione del microbiota | Ecosistema ancora stabile | Flora polimicrobica anaerobia |
| Biofilm batterico | Assente o non significativo | Presente e strutturato |
| Cellule clue | Assenti | Spesso presenti |
| Sintomi | Spesso assenti | Perdite fluide, possibile odore di pesce, talvolta bruciore |
| Stato infiammatorio | Minimo o assente | Presente, anche se talora subclinico |
| Impatto sul rischio di recidiva | Basso | Elevato |
| Indicazione al trattamento | spesso non necessaria | Necessaria |
| Approccio terapeutico | Osservazione o supporto al microbiota | Terapia mirata ± strategie anti-recidiva |
Perché la vaginosi batterica è importante: le conseguenze cliniche
La vaginosi batterica non è solo un “fastidio”:
- in gravidanza è associata a un aumento del rischio di complicanze (es. parto pretermine e infezioni correlate)
- aumenta la vulnerabilità a infezioni sessualmente trasmesse e infezioni urogenitali
- è stata associata a maggiore acquisizione di diversi patogeni, incluso HPV in vari studi osservazionali
- può essere legata a cerviciti/endometriti e, in contesti predisponenti, a patologia infiammatoria pelvica
Il messaggio chiave
La Gardnerella è un possibile attore.
La vaginosi batterica invece è molto di più: è uno squilibrio dell’intero ecosistema.
La diagnosi corretta non si basa su “cosa cresce nel tampone”, ma su contesto clinico, pH, assetto del microbiota e segni microscopici.
La vaginosi batterica è un “enigma clinico” proprio perché:
- è polimicrobica
- dipende da biofilm e da fattori dell’ospite (pH, mucosa, ormoni, comportamenti)
- ha un tasso alto di recidiva, quindi richiede un ragionamento che vada oltre “una settimana di antibiotico e basta”
Il vero cambio di paradigma oggi è questo: curare la vaginosi batterica significa curare un ecosistema, non solo eliminare un batterio.
Bibliografia
Bacterial Vaginosis: What we currently know?
