Vaginosi batterica: cosa sappiamo oggi (e perché non è “solo un’infezione”)

Punti chiave dell’articolo:

  • La vaginosi batterica riflette un cambio nell’ecosistema vaginale, non è semplicemente un’infezione.
  • Il microbiota vaginale è normalmente dominato dai lattobacilli, la sua diversità non sempre indica salute.
  • La vaginosi batterica è una disbiosi caratterizzata dalla proliferazione di più batteri anaerobi come Gardnerella e Prevotella.
  • Confondere la presenza di Gardnerella con vaginosi batterica può portare a sovratrattamenti e complicazioni cliniche.
  • La diagnosi e il trattamento della vaginosi batterica richiedono un approccio che consideri il contesto clinico e il microbiota.

Quando parliamo di vaginosi batterica non stiamo descrivendo una semplice “infezione causata da un germe”, ma parliamo di un cambio di equilibrio dell’ecosistema vaginale.

È questo il punto chiave, e spiega anche perché la vaginosi batterica sia così frequente, spesso recidivante e clinicamente significativa.

Il microbiota vaginale: un ecosistema particolare

Il microbioma vaginale è uno dei compartimenti più “speciali” del microbioma umano: in condizioni di salute è caratterizzato da una bassa diversità microbica, con dominanza dei lattobacilli.
Sembra controintuitivo, ma qui vale una regola diversa rispetto ad altri distretti del corpo: più diversità non significa più salute. Anzi, l’aumento di diversità, con perdita della dominanza dei lattobacilli, può indicare disbiosi.

I lattobacilli proteggono attraverso diversi meccanismi:

  • producono acido lattico, mantenendo il pH vaginale tra 3,5 e 4,5
  • possono produrre perossido di idrogeno (in alcune specie) e altre sostanze antimicrobiche
  • contribuiscono a stabilizzare la barriera mucosa e a “tenere fuori” batteri patogeni e opportunisti

Cos’è la vaginosi batterica

La vaginosi batterica è una disbiosi caratterizzata da un passaggio improvviso da lattobacilli predominanti a una flora polimicrobica di batteri anaerobi.

È un disturbo molto comune: è tra le prime cause di perdite vaginali nelle donne in età fertile e può rappresentare circa il 30% delle cause di leucorrea in questo gruppo.

Tra i batteri più associati alla vaginosi troviamo: Gardnerella, Atopobium, Prevotella, Mobiluncus, Megasphaera e altri.

La vaginosi batterica presenta:

  • riduzione o scomparsa dei lattobacilli!
  • aumento della diversità batterica
  • proliferazione di anaerobi multipli (Gardnerella, Atopobium, Prevotella, Mobiluncus, Megasphaera, ecc.)
  • aumento del pH vaginale

In altre parole, la vaginosi batterica è una disbiosi dell’ecosistema vaginale, una sindrome polimicrobica caratterizzata dalla presenza di germi multipli.

Perché avere “Gardnerella positiva” non basta a fare diagnosi: una semplice colonizzazione..

Uno degli errori più comuni nella pratica clinica è identificare automaticamente la presenza di Gardnerella vaginalis con la diagnosi di vaginosi batterica. In realtà, le due condizioni non coincidono e vanno distinte con attenzione.

La Gardnerella può essere:

  • presente nella vagina di donne completamente asintomatiche
  • rilevata in assenza di alterazioni cliniche, di pH o di microbiota
  • parte di una flora vaginale che resta dominata dai lattobacilli

Numerosi studi hanno dimostrato che fino al 40% delle donne sane può ospitare Gardnerella senza sviluppare vaginosi batterica. Questo accade perché esistono diverse specie e ceppi di Gardnerella, non tutti patogeni; la sola presenza del batterio non è sufficiente a determinare la malattia.

In più, la ricerca recente ha mostrato che ciò che per anni abbiamo chiamato Gardnerella vaginalis comprende in realtà più biotipi: alcune sembrano più associate alla malattia, altre potrebbero essere “innocue”. Questo aiuta a capire perché due donne con “Gardnerella” possano avere storie cliniche molto diverse.

Un tampone positivo per Gardnerella non equivale di per sé a fare una diagnosi di vaginosi batterica.


Il ruolo chiave del biofilm nella vaginosi batterica

Nella vaginosi batterica:

  • i batteri (spesso guidati da ceppi virulenti di Gardnerella) formano un biofilm aderente all’epitelio vaginale
  • il biofilm protegge i microrganismi, favorisce la persistenza e spiega le recidive
  • compaiono le “cellule clue”, cellule epiteliali vaginali ricoperte da numerosissimi batteri che conferiscono un aspetto granulare e che sono segno microscopico tipico della vaginosi batterica

Nella patogenesi è stato proposto un modello “a collaborazione”: alcuni ceppi di Gardnerella avviano l’adesione e il biofilm, altri batteri (es. Prevotella bivia, Atopobium) contribuiscono a consolidarlo e a destabilizzare ulteriormente la barriera protettiva.

La Gardnerella isolata, senza biofilm e senza alterazione dell’ecosistema, non determina questo quadro.


Perché la distinzione è fondamentale

Confondere Gardnerella con vaginosi batterica porta a:

  • sovratrattamento antibiotico
  • alterazione ulteriore del microbiota
  • aumento del rischio di recidive
  • medicalizzazione inutile di donne asintomatiche

La vaginosi batterica “somiglia” a una infezione sessualmente trasmessa.. ma non è del tutto uguale

La vaginosi batterica può verificarsi in soggetti che non hanno mai avuto rapporti sessuali o che non hanno avuto recentemente rapporti sessuali. È tuttavia associata ad alcuni aspetti dell’attività sessuale. 

È più corretto dire che alcuni fattori legati ai rapporti sessuali possono favorire la disbiosi:

  • contatto con sperma (alcalino) e variazioni del pH
  • nuovo partner o partner multipli
  • alcune pratiche (es. rapporti anali/orali seguiti da penetrazione vaginale, con possibile “traslocazione” di microbiota orale o fecale)

Sintomi: spesso più “semplici” di quanto ci si aspetti (o assenti)

La vaginosi batterica può essere:

  • poco sintomatica. Prurito, arrossamento e gonfiore non sono comuni.
  • oppure dare: perdite aumentate, spesso fluide o collose, a volte bianco-grigiastre, talvolta con odore caratteristico di pesce (il classico “whiff test”)

L’odore deriva dalla produzione di amine in un contesto di pH più alto. Importante: la sintomatologia può essere sfumata, quindi alcune pazienti convivono con la vaginosi batterica senza un quadro “eclatante”.


Differenze pratiche tra Gardnerella isolata e vaginosi batterica

Gardnerella senza vaginosi battericaVaginosi batterica (VB)
Significato clinicoColonizzazione possibile, non necessariamente patologicaDisbiosi vaginale vera e propria
pH vaginaleNormale (≤ 4,5)Aumentato (> 4,5)
LattobacilliAncora predominantiRidotti o assenti
Composizione del microbiotaEcosistema ancora stabileFlora polimicrobica anaerobia
Biofilm battericoAssente o non significativoPresente e strutturato
Cellule clueAssentiSpesso presenti
SintomiSpesso assentiPerdite fluide, possibile odore di pesce, talvolta bruciore
Stato infiammatorioMinimo o assentePresente, anche se talora subclinico
Impatto sul rischio di recidivaBassoElevato
Indicazione al trattamentospesso non necessariaNecessaria
Approccio terapeuticoOsservazione o supporto al microbiotaTerapia mirata ± strategie anti-recidiva

Perché la vaginosi batterica è importante: le conseguenze cliniche

La vaginosi batterica non è solo un “fastidio”:

  • in gravidanza è associata a un aumento del rischio di complicanze (es. parto pretermine e infezioni correlate)
  • aumenta la vulnerabilità a infezioni sessualmente trasmesse e infezioni urogenitali
  • è stata associata a maggiore acquisizione di diversi patogeni, incluso HPV in vari studi osservazionali
  • può essere legata a cerviciti/endometriti e, in contesti predisponenti, a patologia infiammatoria pelvica

Il messaggio chiave

La Gardnerella è un possibile attore.
La vaginosi batterica invece è molto di più: è uno squilibrio dell’intero ecosistema.

La diagnosi corretta non si basa su “cosa cresce nel tampone”, ma su contesto clinico, pH, assetto del microbiota e segni microscopici.

La vaginosi batterica è un “enigma clinico” proprio perché:

  • è polimicrobica
  • dipende da biofilm e da fattori dell’ospite (pH, mucosa, ormoni, comportamenti)
  • ha un tasso alto di recidiva, quindi richiede un ragionamento che vada oltre “una settimana di antibiotico e basta”

Il vero cambio di paradigma oggi è questo: curare la vaginosi batterica significa curare un ecosistema, non solo eliminare un batterio.

Bibliografia

Bacterial Vaginosis: What we currently know?

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