
Cosa ci dicono i libri…
Menopausa significa arresto delle mestruazioni: la parola deriva dal greco men (mese) e pausis (fine). Si definisce menopausa l’assenza del ciclo per un periodo di 12 mesi. L’età media è 51 anni, ma nella maggior parte dei casi si manifesta dai 45 ai 55 anni.
Si definisce invece menopausa precoce la scomparsa dei cicli prima dei 40 anni, ed è una situazione presente nel 1 % dei casi.
Ogni donna ha un numero limitato di ovociti (uova)
Nel corso della vita fertile ogni mese centinaia di ovociti, sotto la stimolazione dell’ormone iposifario follicolo-stimolante, iniziano il loro percorso di sviluppo verso l’ovulazione, ma generalmente solo uno al mese riuscirà ad arrivare a maturazione completa per essere fecondato.
I restanti andranno incontro ad un meccanismo di blocco, involuzione e atresia.

Si compie così mensilmente uno sterminio, una “distruzione di massa” che provoca il progressivo impoverimento della riserva ovarica di ovociti.
Nonostante la donna abbia un patrimonio iniziale di circa 1 – 2 milioni di ovociti, dopo i 45 anni il numero diventa esiguo. L’ovulazione diventa irregolare e saltuaria e la diminuzione dei cicli ovulatori provoca il calo degli ormoni ovarici, estrogeni e progesterone.
Quando le ovaie non riescono più a produrre ovociti maturi e di conseguenza gli ormoni estrogeni e progesterone diminuiscono, arriva la menopausa e il ciclo si arresta completamente.
La menopausa è l’esaurimento funzionale delle ovaie.

Una transizione graduale: la perimenopausa
Oggi si preferisce parlare di perimenopausa, un periodo di transizione che può durare dai 4 ai 10 anni. È in questa fase che iniziano le irregolarità mestruali, le vampate e le variazioni d’umore, spesso quando il ciclo è ancora presente.
È importante riconoscerla presto, perché è il momento chiave per la prevenzione:
- la densità ossea comincia a ridursi,
- il metabolismo rallenta,
- la salute cardiovascolare inizia a risentire del calo estrogenico.
In questa fase, piccoli interventi nello stile di vita hanno un impatto enorme sul benessere a lungo termine.
Cosa succede nel corpo
Il calo degli estrogeni influenza numerosi tessuti:
- Sistema nervoso: insonnia, ansia, irritabilità, cali di memoria e concentrazione.
- Apparato genito-urinario: secchezza, bruciore, dolore nei rapporti, urgenza minzionale e cistiti ricorrenti (oggi definite Sindrome genito-urinaria della menopausa).
- Pelle e mucose: perdita di elasticità, aumento della sensibilità.
- Ossa: ridotta densità minerale con rischio di osteoporosi.
- Apparato cardiovascolare: alterazione dei lipidi, aumento della pressione arteriosa e del rischio metabolico.
I sintomi della menopausa

Vampate e sudorazioni
Sintomo tipico della menopausa è la comparsa di vampate di calore e forti sudorazioni notturne, che possono durare da pochi secondi ad alcuni minuti.
La donna può essere costretta a cambiare i propri indumenti notturni bagnati di sudore, il sonno è molto disturbato ed è presente forte stanchezza durante il giorno. A volte questi sintomi si presentano prima della scomparsa definitiva del ciclo.
Non c’è modo di prevedere quando le vampate e le sudorazioni si esauriranno, sebbene tendano a migliorare col passare del tempo. Nel 80% dei casi dureranno meno di 5 anni; nel 10% dureranno più di 10 anni.
Atrofia tessutale
Tutti i tessuti estrogeno-dipendenti (e sono tanti nella donna: pelle, mucose, ossa, organi genitali, vescica e uretra, ecc.) risentono del calo ormonale e vanno in parziale atrofia.
Si chiama sindrome genitourinaria ed è caratterizzata da una forte atrofia dei tessuti genitali e delle basse vie urinarie. Può manifestarsi con un’esagerata suscettibilità alle infezioni (la famosa cistite ricorrente in menopausa!); con la sindrome urgenza/frequenza, ovvero il bisogno improvviso e irrefrenabile di urinare accompagnato dall’aumentata frequenza delle minzioni; con secchezza vaginale, a volte accompagnata da prurito, bruciore e difficoltà ad avere rapporti, che evocano dolore. L’atrofia vaginale infatti provoca un assottigliamento dei tessuti, una diminuzione dell’elasticità e dell’umidità naturale della vagina.

Altri sintomi importanti sono calo della libido, aumento di peso, insonnia, depressione ecc.
La diminuzione degli estrogeni influenza anche il metabolismo osseo provocando la perdita del calcio con la comparsa di Osteoporosi.
La diagnosi oggi
La diagnosi di menopausa è molto semplice e si effettua mediante il dosaggio plasmatico dell’ormone Follicolostimolante (FSH). L’FSH, prodotto dall’ipofisi, in menopausa aumenta notevolmente, nel tentativo di stimolare le ovaie che non rispondono più.
In alcune donne più giovani si valuta l’ormone antimülleriano (AMH) per comprendere la riserva ovarica residua e prevedere una menopausa precoce, ma non è un test predittivo assoluto.
Quando arriverà la mia menopausa?
Numerosi studi epidemiologici e analisi su grandi coorti europee e americane mostrano assenza di correlazione diretta tra età del menarca e menopausa. Esiste invece una forte componente genetica e familiare: l’età della menopausa tende a somigliare a quella della madre o delle sorelle.
Fattori ambientali e di stile di vita influenzano in modo più marcato la tempistica:
- Fumo di sigaretta → anticipa la menopausa di circa 1–2 anni;
- Indice di massa corporea basso → menopausa più precoce;
- Storia di chemioterapia o interventi ovarici → menopausa anticipata;
- Attività fisica regolare, dieta equilibrata e assenza di stress cronico → possono contribuire a una funzione ovarica più stabile.

La menopausa chirurgica
Un caso a parte è l’ovariectomia bilaterale. L’asportazione chirurgica delle ovaie provoca l’azzeramento immediato degli ormoni ovarici e degli ovociti e di conseguenza l’immediata comparsa della menopausa.
L’asportazione del solo utero invece, non alterando la produzione degli ormoni femminili, non provocherà la menopausa con i suoi relativi sintomi, ma semplicemente l’assenza del flusso mestruale derivante dallo sfaldamento dell’endometrio (mucosa interna che ricopre la cavità uterina).
Le ovaie continueranno a lavorare regolarmente; il corpo nel suo insieme: pelle, mammelle, capelli, peluria, ossa, mucosa vaginale ecc., continuerà a beneficiare dell’effetto positivo degli estrogeni e del progesterone prodotti.
La terapia ormonale sostitutiva (TOS o HRT)
La terapia in menopausa si basa sulla assunzione, che può essere sistemica o locale, di quegli ormoni (estrogeni e/o progesterone) che il nostro corpo non produce più.
E’ una terapia che da molti benefici (soprattutto sulle vampate, la secchezza vaginale, l’osteoporosi e l’umore), ma anche qualche rischio in più (aumento relativo di incidenza di cancro della mammella e aumento del rischio di trombosi vascolari profonde, ictus e infarti). La comunità scientifica consiglia di utilizzarla in caso di effettiva necessità (rappresentata fondamentalmente dalle vampate e sudorazioni notturne). Per gli altri sintomi è possibile utilizzare singoli farmaci per ogni singolo disturbo o patologia.
Diverso è il caso delle terapia vaginale locale, che è particolarmente consigliata per la secchezza vulvare e vaginale. E’ una terapia essenzialmente innocua che si basa sulla applicazione di ovuli in vagina e creme sulla vulva a base di preparazioni ormonali, che non hanno un significativo assorbimento sistemico e quindi non comportano rischio per la salute della donna.

L’attività fisica regolare e la corretta alimentazione hanno un effetto protettivo verso i disturbi cardiovascolari (che aumentano nella donna in menopausa), le alterazioni dell’umore e l’osteoporosi.
