A volte l’Acne è un sintomo importante! La Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS)

ovaio policistico

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) rappresenta il più comune disturbo endocrino-metabolico nelle donne in età riproduttiva, con una prevalenza stimata tra il 10 e il 15% a seconda della popolazione e dei criteri diagnostici utilizzati.

Nonostante sia stata descritta già negli anni ’30 del secolo scorso, la sindrome dell’ovaio policistico rimane tutt’oggi una condizione complessa, eterogenea e in parte ancora controversa nella sua definizione.

Dal punto di vista clinico, la sindrome dell’ovaio policistico si manifesta con un ventaglio di segni e sintomi che possono variare considerevolmente da una paziente all’altra:

  • disfunzione ovulatoria (cicli irregolari, oligomenorrea o amenorrea, infertilità)
  • segni di iperandrogenismo (irsutismo, acne, alopecia androgenetica) e
  • morfologia policistica ovarica all’ecografia.

Tuttavia, la PCOS non è soltanto una condizione ginecologica: rappresenta un vero e proprio disordine sistemico.

Le donne affette presentano infatti un’aumentata predisposizione a sviluppare insulino-resistenza, obesità viscerale, dislipidemia, diabete mellito di tipo 2 e ipertensione arteriosa, con conseguente incremento del rischio cardiovascolare a lungo termine.

Inoltre, la condizione si associa a una maggiore incidenza di disturbi dell’umore, ansia, depressione e ridotta qualità della vita, sottolineando come la PCOS abbia anche un forte impatto psicosociale.

Comprendere la PCOS significa quindi andare oltre l’ambito riproduttivo, per abbracciare una visione globale della salute femminile lungo tutto l’arco della vita.

Sintomi e Diagnosi

La difficoltà maggiore risiede nel fatto che non esiste un singolo test diagnostico né un marcatore patognomonico: la diagnosi si fonda su una combinazione di criteri clinici, ormonali ed ecografici, e richiede l’esclusione di altre patologie che possono mimarne i sintomi.

Secondo le linee guida internazionali 2023–2024, Il principio cardine rimane la necessità di identificare almeno due dei tre criteri diagnostici classici: disfunzione ovulatoria, segni di iperandrogenismo e morfologia policistica delle ovaie.

Tuttavia, l’interpretazione di questi criteri è stata raffinata alla luce dei progressi tecnologici e delle nuove conoscenze sullo sviluppo puberale.

La Disfunzione Ovulatoria nella PCOS

ciclo anovulatorio e sindrome dell’ovaio policistico

La disfunzione ovulatoria nella sindrome dell’ovaio policisticosi manifesta con cicli mestruali irregolari o assenti e rimane un indicatore robusto della sindrome.

Come disse una mia paziente…«Il ciclo per me è come un amico che non vedi mai… poi ti suona alla porta quando hai la valigia pronta per il weekend!»

DefinizioneCicli mestruali superiori a 35 giorni (oligomenorrea) oppure assenza di mestruazioni per oltre 90 giorni (amenorrea).
Conferma diagnosticaDocumentazione ecografica o ormonale dell’assenza di ovulazione, ad esempio con livelli di progesterone luteale bassi.
AdolescentiL’irregolarità mestruale è frequente nei primi anni dopo il menarca; non si deve porre diagnosi definitiva di PCOS prima di 8 anni dal menarca, salvo un quadro clinico fortemente suggestivo.

L’Iperandrogenismo (clinico e/o biochimico)

Alcune pazienti arrivano dicendo: «Ho provato mille creme costose, ma l’acne non se ne vuole andare». E io rispondo: «Il colpevole non è la pelle in sé, ma gli ormoni maschili in eccesso!»

L’irsutismo porta molte donne a diventare vere e proprie “atlete del fai-da-te”: cerette, lamette, laser… ma la verità è che i peli non sono il problema principale: sono il segnale esterno di un disequilibrio interno,

irsutismo e sindrome dell’ovaio policistico

L’iperandrogenismo (aumento degli ormoni maschili), clinico o biochimico, continua a rappresentare un pilastro diagnostico. Clinicamente si manifesta con irsutismo, acne resistente ai trattamenti convenzionali e alopecia androgenetica.

Dal punto di vista biochimico l’ovaio policistico richiede una valutazione accurata degli androgeni circolanti.

ClinicoIrsutismo; acne persistente moderata-grave; alopecia androgenetica.
BiochimicoAumento di testosterone totale o libero, androstenedione, DHEAS.
Aggiornamento Linee Guida 2023–24Si raccomanda l’uso di metodiche di laboratorio ad alta specificità per la valutazione degli androgeni, così da ridurre gli errori diagnostici dei metodi immunologici tradizionali.

Morfologia policistica ovarica (PCOM)

Il terzo criterio diagnostico riguarda la morfologia ovarica policistica (ovaie di volume aumentato e con numerosi follicoli in fase di riposo).

ecografia nella sindrome dell’ovaio policistico

Nel 2003 si considerava diagnostico il riscontro ecografico di almeno dodici follicoli per ovaio, ma l’avvento delle sonde ad alta risoluzione ha imposto un aggiornamento: oggi la soglia riconosciuta è di almeno venti follicoli per ovaio, oppure un volume ovarico superiore ai 10 ml.

«Dottoressa, ma quindi ho un sacco di buchi dentro l’ovaio? Ci sono tutti quei pallini!»
I “pallini” erano i follicoli disposti in fila, la classica immagine della PCOS.

L’ecografia transvaginale rimane il gold standard nelle donne adulte; in quelle non sessualmente attive, si può usare ecografia transaddominale ad alta risoluzione, pur con limiti di sensibilità.

Anche in questo caso, nelle adolescenti l’ecografia non è raccomandata come criterio diagnostico, proprio per l’elevata probabilità di riscontrare un aspetto multifollicolare in fasi precoci dello sviluppo riproduttivo.

I Fenotipi PCOS

fenotipi dell'ovaio policistico

La sindrome dell’ovaio policistico viene suddivisa in 4 fenotipi clinici, derivanti dalle possibili combinazioni dei tre criteri:

FenotipoCaratteristiche
AAnovulazione + iperandrogenismo + ovaie policistiche (forma completa).
BAnovulazione + iperandrogenismo.
CIperandrogenismo + ovaie policistiche (con ovulazioni regolari).
DAnovulazione + ovaie policistiche (senza iperandrogenismo).

Questa classificazione è utile in quanto è ormai chiaro che i fenotipi che includono l’iperandrogenismo sono associati a un rischio metabolico e cardiovascolare più elevato, mentre i fenotipi privi di segni androgenici tendono a presentare un decorso meno severo.

Tifiamo tutte per il Fenotipo D!

Le Adolescenti: un capitolo a parte

ovaio policistico nell'adolescenza

La diagnosi di sindrome dell’ovaio policisticoin età adolescenziale richiede cautela.

Nelle adolescenti, le linee guida sottolineano che l’irregolarità mestruale è spesso una condizione fisiologica nei primi anni dopo il menarca: per questo motivo, non si dovrebbe porre diagnosi definitiva di PCOS prima che siano trascorsi almeno otto anni dall’inizio delle mestruazioni.

L’ecografia non deve essere utilizzata come criterio diagnostico in adolescenti (<8 anni dal menarca), per ridurre il rischio di overdiagnosi. la diagnosi si basa solo su oligo-anovulazione e iperandrogenismo clinico/biologico. È stato infatti enfatizzato il rischio di overdiagnosi nelle adolescenti, con conseguenti ricadute psicologiche e terapeutiche.

In queste situazioni, si preferisce parlare di “rischio di PCOS”, rimandando la valutazione definitiva a un follow-up successivo.

Perchè l’acne adolescenziale e l’aumento della peluria sono una conseguenza fisiologica dei cambiamenti ormonali della pubertà. che stimolano la crescita dei peli e la produzione di sebo nelle ghiandole sebacee. Se i peli crescono in aree “maschili” (mento, torace, addome) e sono spessi e scuri, soprattutto associati ad acne importante e cicli irregolari, può esserci iperandrogenismo

EcografiaNon raccomandata come criterio diagnostico.
Criteri diagnosticiLa diagnosi non deve basarsi su parametri isolati, ma solo sulla combinazione di oligo-anovulazione persistente e segni chiari di iperandrogenismo.
Età <8 anni dal menarcaPreferibile parlare di “a rischio di PCOS”, con follow-up periodico, invece di una diagnosi definitiva.

Strumenti aggiuntivi di valutazione

Tuttavia, la sindrome dell’ovaio policistico non può più essere considerata soltanto una condizione confinata all’ambito ginecologico e riproduttivo. È ormai chiaro che si tratta di un vero e proprio disordine sistemico, con implicazioni che vanno ben oltre la sfera ovarica.

Numerosi studi hanno dimostrato che le donne con PCOS presentano una spiccata predisposizione a sviluppare insulino-resistenza, indipendentemente dall’indice di massa corporea. Ciò significa che anche le pazienti normopeso possono manifestare un’alterata sensibilità all’insulina.

Questa condizione si traduce in iperinsulinemia compensatoria, che da un lato alimenta l’iperandrogenismo ovarico e dall’altro rappresenta il primo passo verso lo sviluppo di diabete mellito di tipo 2.

obesità e ovaio policistico

A questo si aggiunge il frequente riscontro di obesità viscerale, una forma di adiposità particolarmente pericolosa dal punto di vista metabolico perché associata a un aumento della produzione di citochine pro-infiammatorie e a un peggioramento del profilo lipidico.

Non sorprende quindi che molte pazienti con PCOS sviluppino dislipidemia, caratterizzata da ipertrigliceridemia, riduzione del colesterolo HDL e incremento delle LDL, un pattern che amplifica il rischio di aterosclerosi.

sindrome dell’ovaio policistico e rischio cardiovascolare

La combinazione di insulino-resistenza, obesità viscerale e dislipidemia costituisce il cuore della sindrome metabolica, che nelle donne con sindrome dell’ovaio policistico è diagnosticata con una frequenza significativamente superiore rispetto alla popolazione generale.

Le linee guida raccomandano di integrare la valutazione diagnostica con:

Stato corporeoBMI (Body Mass Index), circonferenza vita, analisi della composizione corporea per identificare obesità viscerale.
Profilo metabolicoGlicemia, insulinemia, curva glicemica e insulinemica da carico orale con glucosio (OGTT), profilo lipidico completo.
Salute psicologicaScreening per ansia, depressione, disturbi dell’immagine corporea e riduzione della qualità di vita.

Conclusioni

Queste osservazioni hanno modificato radicalmente la prospettiva clinica. La PCOS non è solo una causa di irregolarità mestruali e infertilità, ma una condizione cronica che accompagna la donna per tutta la vita. Può aumentare la sua vulnerabilità non solo sul piano endocrino-riproduttivo, ma anche su quello metabolico e cardiovascolare.

Per questo motivo le linee guida più recenti raccomandano che ogni paziente con PCOS venga sottoposta a uno screening regolare di glicemia, profilo lipidico e pressione arteriosa, e che riceva un inquadramento globale che includa anche la prevenzione a lungo termine delle complicanze metaboliche.

Bibliografia

Raccomandazioni delle linee guida internazionali basate sull’evidenza del 2023 per la valutazione e la gestione della sindrome dell’ovaio policistico

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