CHI NON HA MAI SENTITO PARLARE DI FIBROMI UTERINI? …..

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miomi


I fibromi uterini sono tumori benigni che nascono dalla parete muscolare dell’utero. Vengono chiamati anche fibromiomi o miomi e sono estremamente comuni, sicuramente i più comuni tumori della pelvi femminile. Possono essere singoli o multipli, piccoli o grandi. A volte possono essere di dimensioni enormi….

DOBBIAMO QUINDI PREOCCUPARCI SE LI ABBIAMO??

fibromi uteriniL’incidenza dei fibromi uterini è molto alta e più del 30% delle donne che arriva all’età di 50 anni ha questa patologia. La presenza di recettori ormonali nel tessuto fibromatoso li rende sensibili all’influenza degli estrogeni, per cui tendono ad aumentare di dimensioni durante il corso della vita fertile. Dopo la menopausa i fibromi si rimpiccioliscono, raramente scompaiono completamente, e comunque generalmente il loro sviluppo si arresta. Nella maggior parte dei casi la crescita dei fibromi uterini è piuttosto lenta, ma a volte può essere molto rapida.

IN OGNI CASO, PICCOLI O GRANDI, NON SONO LESIONI PRECANCEROSE E RIMANGONO SEMPRE FORMAZIONI BENIGNE!

QUALI FATTORI SEMBRANO AUMENTARE IL RISCHIO DI SVILUPPARE UN FIBROMA UTERINO?

La causa certa della crescita dei fibromi non è conosciuta. La maggior parte dei ricercatori ritiene che nella genesi dei fibromi si coinvolta l’azione degli estrogeni e del progesterone, visto che i fibromi possono crescere in gravidanza e quando il livello ormonale è alto, mentre si riducono in menopausa. Altri fattori che influenzano la crescita sono:

  • L’età. I fibromi compaiono e si sviluppano con l’avanzare dell’età. La maggiore incidenza si ha in età fertile, fra i 40 e i 50cause dei fibromi uterini anni.
  • La storia familiare. La donna la cui madre ha i fibromi dell’utero ha un rischio triplicato di sviluppare la stessa patologia.
  • L’etnia. Le donne afro-americane hanno un maggiore rischio rispetto alle donne bianche.
  • L’obesità. Le donne sovrappeso hanno un maggior rischio di sviluppare fibromi. Le donne obese hanno un rischio triplicato rispetto alla media.
  • Le abitudini alimentari. Il consumo di carne rossa aumenta il rischio di fibromi uterini. Al contrario un’alimentazione ricca di verdure sembra diminuirlo.

I FIBROMI VENGONO CLASSIFICATI IN BASE ALLA LORO POSIZIONE ALL’INTERNO DELL’UTERO.

Il 95% dei fibromi uterini nasce dal corpo dell’utero. Essi vengono classificati in base alla loro estrinsclassificazione fibromi uteriniecazione rispetto all’utero:

  • Sottosierosi. Questi fibromi crescono sviluppandosi verso la parte esterna dell’utero, al di sotto della tunica sierosa che lo riveste. Sono quelli che generalmente danno meno sintomi.
  • Sottomucosi. Si sviluppano verso la cavità interna dell’utero, al di sotto dell’endometrio. Sono quelli che più facilmente danno sanguinamento irregolare o ciclo abbondante.
  • Intramurali. Lo sviluppo rimane all’interno delle pareti dell’utero e costituiscono la maggior parte dei fibromi.
  • Infralegamentari. Si sviluppano al di fuori delle pareti dell’utero, estrinsecandosi all’interno dei foglietti del legamento largo uterino. Più frequentemente danno dolori pelvici.

I fibromi possono essere peduncolati (ovvero attaccati all’utero mediante un peduncolo) e possono dare più dolori a causa della possibile torsione del peduncolo; oppure sessili (la massa del fibroma parte direttamente dall’utero).

CHE SINTOMI POSSONO DARE I NOSTRI FIBROMI?

La maggior parte dei fibromi uterini è asintomatica (più del 50%). A volte possono essere presenti sintomi di svariata entità:

  • Cicli emorragici e lunghisintomi fibroma uterino
  • Dolori mestruali
  • Senso di peso nell’area addominale
  • Gonfiore addominale
  • Minzioni frequenti (andare spesso in bagno a urinare)
  • Dolori ai rapporti sessuali
  • Dolori al fondoschiena
  • Problemi di infertilità (raro; solo i fibromi sottomucosi possono provocare problemi di impianto della gravidanza)
  • Complicazioni durante la gravidanza (contrazioni uterine, maggior rischio di parto cesareo)

COME FACCIAMO LA DIAGNOSI DI FIBROMI UTERINI?
ecografia pelvica roma

Facciamo la diagnosi con la visita ginecologica e soprattutto con l’ecografia pelvica endovaginale. Devi fare entrambe almeno una volta l’anno per verificare le condizioni dell’utero e delle ovaie. A volte può essere necessario, in presenza di fibromi di grosse dimensioni, eseguire anche l’ecografia pelvica sovrapubica, quella che si faceva una volta a vescica piena. Raramente, quando ci sono importanti dubbi diagnostici sulla natura e sull’invasività della massa pelvica, può essere necessario eseguire una risonanza magnetica nucleare (RMN).

CHE TERAPIA FARAI?

La terapia medica serve a controllare i sintomi più fastidiosi provocati dalla crescita dei fibromi uterini (antiemorragici per le perdite ematiche troppo abbondanti, antidolorifici per i dolori, terapie ormonali per il controllo dei cicli, supplementi di ferro per l’anemizzazione  ecc.).

Se i sintomi diventano severi e non possono essere migliorati dalla terapia medica, o se i fibromi sono cresciuti troppo, può essere consigliata la terapia chirurgica.

La miomectomia è la rimozione del singolo o dei singoli fibromi senza asportazione del tessuto sano. E’ il trattamento di scelta che effettuiamo per chi deve avere figli o che comunque vuole mantenere l’utero (se è possibile!). La scelta del trattamento chirurgico (in isteroscopia, laparoscopia o laparotomia) dipende dalle dimensioni e dalla localizzazione dei fibromi. Però ricorda che disterectomiaopo la miomectomia, nell’utero possono comparire nuovi fibromi che possono provocare nuovi disagi!

L’isterectomia è invece la rimozione dell’intero utero (non delle ovaie!!) in laparoscopia o laparotomia. E’ l’unico modo sicuramente definitivo che abbiamo per curare i fibromi. Può essere necessario quando i fibromi sono particolarmente grossi o numerosi. La scelta del tipo di intervento deve essere sempre discussa con noi ginecologi.

Una tecnica meno utilizzata è la embolizzazione dell’arteria uterina, che provoca il blocco dell’irrorazione sanguigna dell’utero e la sua involuzione.

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Scritto da:
Dottoressa Cinzia Pajoncini

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